Il 3 giugno fine emergenza, in Sicilia indice di contagio 0,75

Gli scienziati avvertono comunque che il virus è tutt’altro che sconfitto

Tre giugno. È questa la data che segna la riapertura completa del Paese dopo tre mesi di emergenza Coronavirus.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità “Al momento non c’è in Italia alcuna situazione critica relativa all’epidemia di Covid-19”. Una riapertura dell’Italia è dunque possibile e possono cadere i divieti agli spostamenti.

Nonostante l’ottimismo restano ancora delle aree in cui si concentrano numeri alti di contagi. Ecco perché, nel momento in cui aumenterà la frequenza e l’entità della circolazione nel paese, bisognerà avere molta cautela ed essere pronti a isolare gli eventuali nuovi focolai.

La quarantena ha comunque avuto effetti importanti e l’arrivo dell’estate farà il resto. Il Governo analizzerà i dati fino al prossimo martedì che al momento sono più che buoni.

Il ministro Speranza, nel vertice convocato dal premier Giuseppe Conte ha illustrato l’andamento della curva e il monitoraggio relativi alla settimana dal 18 al 24 maggio. Ha spiegato che il famigerato Rt (l’indice di trasmissibilità del virus) è sotto l’1 in tutte le Regioni, tranne il Molise (in Sicilia 0,75). Il trend dei nuovi casi è in diminuzione e anche se alcuni territori hanno ancora una base numerica molto alta, c’è una buona capacità di reazione del sistema sanitario.

Gli scienziati avvertono comunque che il virus è tutt’altro che sconfitto, visto che sono già stati individuati nuovi focolai e che la situazione è epidemiologicamente fluida in molte Regioni.

Intanto cresce il timore delle regioni meridionali che hanno pochi casi di vedersi aumentare i casi a causa degli spostamenti di chi arriva da territori dove invece la circolazione del Covid è molto più alta. Sardegna, Sicilia e Puglia le regioni più preoccupate.
L’ultima decisione sarà presa nel corso della Conferenza Stato-Regioni.

Il ministro delle Autonomie Francesco Boccia ha già chiarito che si riparte tutti insieme e che non ci sarà spazio per scelte dei governatori in contrasto con la Costituzione.