Farmaci per cavalli e cani per “pomparsi”, scattano gli arresti a Partinico e Cinisi (VIDEO)

Gli atleti delle due palestre volevano "pomparsi" per mostrare un fisico da culturista in spiaggia

Tra le sostanze iniettate in vene c’era di tutto, perfino farmaci utilizzati di solito per i cavalli, cani e gatti

Gaspare Aiello e Francesco Di Rosalia, gestori delle palestre Free Time di Partinico e Infinity Club di Cinisi,  hanno acquistato il doping da Filippo Masucci e Giuseppe Barbella. E’ questa l’accusa mossa dai Carabinieri del Nas alle quattro persone arrestate questa mattina. I quattro sono ora ai domiciliari. 

Gli atleti delle due palestre volevano “pomparsi” per mostrare un fisico da culturista in spiaggia o per partecipare a gare di body building. Fatto sta che alcuni di loro stavano già iniziando a soffrire di problemi epatici e cardiaci causati dall’assunzione di queste pericolose sostanze.

È davvero disarmante il quadro che fuoriesce dall’inchiesta «Baronessa di Carini» condotta dai Nas di Palermo e dai Carabinieri del Comando Provinciale e coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Giorgia Spiri.

Tra le sostanze iniettate in vene c’era di tutto, perfino farmaci utilizzati di solito per i cavalli, cani e gatti. Gli “sportivi” erano disposti a tutto pur di gonfiarsi e vincere talvolta anche premi in denaro. Tutto sarebbe accaduto all’interno degli spogliatoi delle due palestre e di una rivendita di integratori per lo sport di Palermo.

Il doping veniva acquistato al mercato nero, sia in Italia che all’estero. Per ricostruire l’intera rete i carabinieri adesso hanno in mano computer e telefonini degli indagati sequestrati nel corso di decine di perquisizioni.

La banda aveva messo su dei veri e propri supermarket del doping. Vendevano direttamente o spedivano per posta. Al telefono, parlavano in codice: Gigetto o Giubbottino, per una fiala da 400 euro.

Sono 21 in tutto gli indagati. Sei, invece, sono ritenuti responsabili di esercizio abusivo della profession sanitaria, in quanto dispensavano terapie mediche e piani nutrizionali, somministrando anche farmaci per curare gli effetti collaterali provocati dalle sostanze dopanti.

Si ipotizza che il volume d’affari dell’organizzazione si aggirasse sui 300mila euro annui circa, tenuto conto dei numerosi episodi di vendita documentati. Nel corso dell’attività investigativa è stato accertato che molti degli acquirenti erano atleti che praticano il bodybuilding a livello agonistico

Come riporta LiveSicilia sotto inchiesta ci sono pure gli atleti che avrebbero fatto uso di anabolizzanti. Ignazio Gnocchi (il ciclista risultato positivo al doping nella gara ciclista “Baronessa di Carini” disputata nel 2016 da cui è partita l’indagine; il body builder Francesco Aiello, in occasione dei campionati siciliani disputati a Catania nel 2018; Giovanni Randazzo, che si classificò terzo nel 2018 alla Panatta Cup di Rimini; Filippo Vaiana, che avrebbe somministrato sostanze anabolizzanti ad un atleta rimasto ignoto; Angela Trapani, moglie di Masucci che, in concorso con Gianluca Romano, avrebbe procurato sostanze illecite a Luca Sossai; Claudia Coco, pure lei boby builder, così come Manuela Fava, campionessa regionale a Catania nel 2018, Salvatore Mangano, campione regionale a Catania e terzo in una gara a Rimini, Giuseppe Riserbato (terzo a Rimini), Prospero Testai (campione siciliano e italiano a Roma), Salvatore Spera.

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