Mafia tra Partinico e Balestrate, Alfonso Scalici e Maurizio Conigliaro restano in carcere

Il presunto boss di Balestrate, Alfonso Scalici, e Maurizio Conigliaro, arrestati giovedì dai Carabinieri di Monreale e Partinico, dovranno restare in carcere

Stavano progettando una punizione esemplare nei confronti di un uomo che aveva un debito con il presunto boss di Balestrate. Maurizio Conigliaro e Alfonso Scalici restano in carcere. Lo ha deciso il gip all’esito dell’interrogatorio di garanzia.

Così il presunto boss di Balestrate, Alfonso Scalici, e Maurizio Conigliaro, arrestati giovedì dai Carabinieri di Monreale e Partinico, dovranno restare in carcere. Il fermo è stato convalidato solo per Scalici, visto che il giudice ha ravvisato il pericolo di fuga.

L’OPERAZIONE DEI CARABINIERI HA BLOCCATO UN TENTATIVO DI OMICIDIO

Secondo gli investigatori, Scalici progettava da tempo un raid punitivo contro M. G. di Mazara del Vallo. L’uomo non avrebbe pagato a Scalici una partita di droga da 45 mla euro che avrebbe ottenuto grazie a Maurizio Conigliaro. La vicenda risale a un anno fa e Scalici scalpitava per riavere indietro i soldi.
“Faccio passare un po’ di tempo e mi vado a levare questa spina dal dito – diceva Scalici – ultimamente un mio compare e un altro picciotto abbiamo pensato che lo andiamo a prendere e lo mettiamo in un furgone. Ce ne andiamo verso Gallitello, ci buttiamo un bidone di benzina e gli diamo fuoco. Prima che gli fanno il riconoscimento… guanti di paraffina… non ce ne sono più”. Per compiere il progetto Scalici avrebbe anche assoldato un pregiiudicato palermitao

È stata un’intercettazione telefonica a convincere i Carabinieri ad agire subito prima che ci scappasse il morto.
Gli inquirenti erano sulle tracce di Scalici da qualche tempo. È considerato “ufficiale di collegamento” tra il mandamento di Partinico ed i clan trapanesi, gli investigatori stavano già lavorando, anche sulla scorta delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Filippo Bisconti, ex reggente del clan di Belmonte Mezzagno.

Alfonso Scalici, secondo l’accusa, si occupava di traffico di cocaina ma gli sono state contestate anche estorsioni una lunga conversazione legata alla gestione della villa comunale di Balestrate. Gestione già affidata al figlio di Scalici che, però, per una serie di problemi avrebbe dovuto estromettersi.