Reddito di cittadinanza a 500mila siciliani e aziende cercano ma non trovano dipendenti

Mezzo milione di persone in Sicilia beneficiano del reddito di cittadinanza a fronte di 300 mila domande. Ben 500 mila persone oggi possono vivere tranquilli grazie al provvedimento voluto dal Movimento 5 Stelle.

I dati sono stati riportati da direttore generale dell’INPS Sergio Saltalamacchia nel Palazzo della Regione Siciliana durante la presentazione del Bilancio sociale Sicilia.

La Sicilia viene dunque superata solo dalla Campania rispetto al numero di richieste per ottenere il reddito di cittadinanza. La provincia con il tasso più alto di richieste è Palermo con oltre 100mila domande.

Una considerazione Saltalamacchia l’ha fatta anche sui furbetti. “Va da se’ che piu’ lavoro nero c’e’, piu’ furbetti ci possono essere sul Reddito di cittadinanza – ha detto – non e’ un mistero, nonostante le forti sanzioni penali, il livello dei controlli non puo’ essere cosi’ ampio da riuscire a intercettare un 30 per cento di economia e di lavoro sommerso. Quindi, in quelle realta’ in cui c’e’ piu’ lavoro nero, ci sono sicuramente piu’ furbetti del Reddito di cittadinanza”.

Se la Sicilia si conferma la patria dei percettori del reddito di cittadinanza, intanto ci sono aziende che cercano lavoratori ma non ne trovano. Sono soprattutto artigiani, addetti alle pulizie, impiegati nella ristorazione, corrieri e autisti di mezzi pesanti le posizioni richieste in Sicilia. Poche sono le aziende che riescono e trovarle. Il dato è del sondaggio Excelsior di Unioncamere, in collaborazione con Anpal, agenzia nazionale per il lavoro.

La Regione Sicilia è ancora una volta è impreparata alle nuove sfide del mercato del lavoro. Mentre aumentano i percettori del reddito di cittadinanza e aumenta anche l’emigrazione dei giovani siciliani, poco o niente si fa per formare professionisti in grado di soddisfare le esigenze del mercato del lavoro siciliano.

Obiettivo della formazione professionale dovrebbe essere di creare corsi ad hoc e non inutili corsi che formano solo una generazione di disoccupati.

Il risultato appare scontato. In Sicilia, dove tanto si piange per la mancanza di lavoro, non ci sono le figure professionali ricercate e dunque le imprese finiscono per non assumere.

Anpal e Unioncamere hanno evidenziato che a settembre molti posti di lavoro sono rimasti vuoti proprio per la carenza di candidati. Per l’esattezza si attesta una carenza del 24,8% di potenziali lavoratori. Nel 12,6% dei casi mancano del tutto il candidati, vale a dire che rispetto alla richiesta l’impresa non ha trovato chi abbia i requisiti.

Poi vi è anche quasi un 11% di candidati che hanno una preparazione inadeguata, quindi non assumibili per le esigenze dell’azienda