La guerra agli evasori della Tari sembra essere persa in partenza a Palermo dove la paga solo un cittadino su tre. Basti pensare che nelle casse comunali all’appello mancano 54 milioni di euro derivanti dai mancati pagamenti del 2018. Un ammanco considerevole se si pensa che le strade palermitane sono colme di rifiuti, il servizio non funziona e i problemi sono all’ordine del giorno.

A Palermo c’è un esercito di evasori contro il quale l’amministrazione comunale non riesce proprio ad averla vinta. Come riporta il Giornale di Sicilia, i dati sulle entrate relative alle imposte locali continuano a mostrare che i palermitani che ritengono normale pagare il dovuto siano quasi in minoranza, soprattutto per quanto riguarda la Tari, la famigerata imposta sui rifiuti il cui saldo, tra l’altro, scade a fine mese. Intanto Palermo continua a essere sommersa dai rifiuti.

Sono dati disarmanti quelli elaborati dal Sispi. In media il 52 per cento dei negozianti non ritiene di dover pagare; con picchi altissimi in alcune zone dove i commercianti in regola sono praticamente mosche bianche: nella zona Palazzo Reale nel 2018 ha pagato solo il 16%, il 18% a Monte di Pietà. E fuori dal centro storico, la «palma» va anche a Sferracavallo e Mondello, le borgate marinare e turistiche dove solo il 30 per cento dei negozianti in media ha pagato la Tari e due residenti su tre.

I provvedimenti dell’amministrazione non sembrano funzionare. Non bastano pagamenti dilazionati, condoni, ravvedimenti. La Tari i palermitano non vogliono proprio pagarla. Ma la giunta Orlando ora vuole usare il pugno duro. Si ipotizza che per le utenze non domestiche venga prevista, dopo notifiche e diffide, addirittura la chiusura temporanea dell’attività commerciale, fino a un massimo di 30 giorni. Con la revoca della licenza se l’evasore continua a non rispondere all’appello.

Ancora una volta dunque l’amministrazione prova a usare «bastone e carota» per recuperare fondi che non si può permettere di perdere. Se negli ultimi due anni ha incassato poco meno di 14 milioni e mezzo sottratti agli evasori, infatti, nel solo 2018 sono mancati all’appello appunto ben 54 milioni per la Tari non pagata. E quasi altrettanti nel 2016 e nel 2017. Nel frattempo, sono stati scovati 7 milioni e mezzo grazie alla rateizzazione di tasse risalenti al 2012-2018, altri due e mezzo sono stati incassati con il ravvedimento operoso (chiesto da 2800 cittadini) e altri 4 milioni e 670 mila euro sono arrivati con la compensazione crediti-debiti con circa 1650 fornitori.

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