Caccamo, cittadina carica di storia e di fascino. Ma anche occasione per un tour gourmet. Il borgo medievale, noto per il maestoso castello, offre il meglio della produzione di salsiccia del circondario. Senza dimenticare la «pasqualora» e i deliziosi salumi. Davvero l’eccellenza a tavola per gli appassionati della carne di maiale che in Sicilia sono in tanti.

Caccamo, in provincia di Palermo, a pochi chilometri dal capoluogo, rappresenta l’esaltazione di profumi e sapori per un insaccato fresco che può essere consumato crudo o cotto e può anche essere stagionato.

Un’attrazione irresistibile per i buongustai. Un prodotto di qualità e di genuinità in un territorio suggestivo, in uno scenario dove si erge maestoso il meraviglioso castello e sullo sfondo c’è anche il lago di Rosamarina, un palcoscenico che la natura ha regalato a questa gemma medievale.

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Qualità della carne e processo di lavorazione artigianale sono le due caratteristiche principali della salsiccia di Caccamo.

Si identifica infatti con questi due pilastri l’eccellenza di un alimento che batte tutti in campo di versatilità. A Caccamo vanta un unicum grazie alla bravura delle maestranze che operano nelle macelleria e che si tramandano l’arte della lavorazione della carne da generazioni. Senza dimenticare la genuinità degli allevamenti che rendono la carne e la salsiccia prodotta nella cittadina medievale una bontà straordinaria.

Per fare i salami c’è tra l’altro un metodo tradizionale che seguono in tanti a Caccamo: si impasta a mano attraverso una tecnica antica, si macina e si mette dentro «a maidda», il contenitore dove, sempre senza macchine, si miscela l’impasto. Nascono così «u sasizzuni», ovvero il salame a punta di coltello, quello alle noci, al pistacchio, al pecorino stagionato, la salsiccia pasqualora, il lardo stagionato, sono alcuni dei prodotti che per la loro bontà hanno consegnato alle macellerie premi che valgono l’eccellenza.

Intanto pochi giorni fa è arrivata la notizia che il Castello medievale di Caccamo – sito culturale di proprietà della Regione – verrà gestito direttamente dal Comune. Lo prevede una convenzione firmata dal governatore Nello Musumeci, dal dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali Sergio Alessandro e dal sindaco Nicasio Di Cola.

La finalità è quella di realizzare una migliore fruizione e valorizzazione di siti monumentali, storici e di pregio, grazie alla partnership tra la Regione e gli enti locali, che li gestiranno direttamente, nell’ottica di un’azione di valorizzazione e fruizione.

Il Comune dovrà assicurare la custodia del Castello e l’apertura al pubblico con modalità e orari che garantiscano un servizio plurisettimanale di visite. Interventi di manutenzione, revisione periodica delle coperture, miglioramento del decoro degli ambienti, stabilità e sicurezza dell’immobile, progetti di restauro dei soffitti, abbattimento delle barriere architettoniche: questi gli altri interventi previsti nella convenzione firmata a Palazzo d’Orleans.

L’iniziativa può essere il definitivo salto in avanti per il castello di Caccamo, che corona una rupe massiccia, enormi bastioni e vertiginosi precipizi, catene di merli e feritoie traditrici, il vecchio merlato che ricanta a ogni ora la sua antica potenza. Una vera attrattiva per gli appassionati del genere.

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