Corleone, città delle 100 chiese e delle Cascate tra le più belle d’Italia

La città di Corleone si spoglia dell'immagine di città della mafia e diventa polo di attrazione turistica

Da sempre Corleone è conosciuta come la città dalle 100 chiese e sono tutte da ammirare

C’è un’altra Corleone che da qualche tempo cerca di recuperare l’orgoglio del suo nome, la sua storia, le bellezze del suo centro storico e le affascinanti attrattive naturali del territorio nelle vicinanze.

Di recente un convegno, «I beni culturali come risorsa del territorio», al complesso monumentale di Sant’Agostino, ha fatto il punto su arte e luoghi della storia della città. Corleone si svela così come il paese delle cento chiese e offre ai turisti un volto sconosciuto, nel nome del cambiamento.

A Corleone si può parlare di un «museo diffuso» di sculture lignee che comprende tutto il territorio dell’alto Belice corleonese, l’espressione più intimamente “popolare ” dell’arte religiosa del territorio. Ma non si possono dimenticare i tanti tesori della cittadina. Il nucleo antico della città era delimitato da una cinta muraria medioevale che collegava il castello Soprano con il castello Sottano, seguendo a Sud il corso del torrente Corleone.

La chiesa di Sant’Agostino presenta all’interno un paliotto prospettico del Settecento, una statua in legno policromo della Madonna della Mazza XVIII secolo, una cinquecentesca statua di San Giuseppe ed un martirio di San Bartolomeo, tela di Giuseppe Ribera. Alla chiesa è annesso in oratorio interamente affrescato da Santo Governali nel XVIII secolo.

La chiesa Madre, dedicata a San Martino, ha impianto basilicale a tre navate. Di origine trecentesca, ma ampliata nei secoli successivi, assunse l’aspetto attuale nel XVIII secolo. Notevole il coro ligneo di Giovan Battista Li Volsi e una tavola con l’adorazione dei magi attribuita a Tommaso De Vigilia. All’interno della Chiesa Madre vi sono poi due sale museali dove è possibile osservare altre tele e argenteria.

Notevole è pure la chiesa di Santa Rosalia, in piazza Vasi, edificata nel XVII secolo. Custodisce all’interno due acquesantiere cinquecentesce e diverse tele di varia provenienza, ritenute di Pietro Novelli, Vito D’Anna, Gioacchino Martorana e Giuseppe Velasquez.

Meritano ancora di essere ricordate: la chiesa dell’Addolorata 1735c.a. di architettura borromiana provinciale; la chiesa del SS. Salvatore XVIII secolo ad unica navata con fastosa decorazione plastico-pittorica, con affreschi di Filippo Randazzo; la chiesa dei Cappuccini, alla periferia della città, la quale custodiva notevoli tele di Pietro Novelli e Fra felice da Sambuca, custodite in Chiesa Madre.

L’architettura civile corleonese annovera, oltre al seicentesco Palazzo Pretorio, diversi palazzi sette-ottocentesci, dovuti all’aristocrazia cittadina. L’ex-palazzo Cammarata, in piazza Garibaldi, restaurato, ospita la nuova sede del municipio. È impreziosito da un portone in bronzo, opera dello scultore corleonese Biagio Governali. Molto bello è anche Palazzo Provenzano, con sale finemente affrescate, sede del museo archeologico.

Quanto al territorio vicino c’è da ricordare che dopo i danni dell’alluvione del 3 novembre scorso è stata di recente riaperta la cascata delle Due Rocche, con un nuovo percorso naturalistico che permetterà la ripresa delle visite in questo luogo dopo quasi un anno di chiusura.