Acate (Ragusa) si è svegliata sotto il peso di una notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere. Salvatore Petino, 18 anni, è morto improvvisamente nella sua abitazione per cause naturali. Una vita intera davanti, interrotta senza preavviso, senza senso apparente. La comunità iblea è sotto choc, e a farsi portavoce del dolore collettivo è il sindaco Gianfranco Fidone, che sul suo profilo social ha affidato alle parole ciò che le parole riescono a malapena a contenere.
«Cosa resta di una vita? Restano foto che raccontano momenti felici, restano i rumori delle risate insieme, restano i ricordi indelebili di attimi che non torneranno mai più». Fidone non si è limitato a un comunicato formale. Ha scritto di pancia, da uomo prima ancora che da amministratore, pubblicando una fotografia che lo ritrae accanto al giovane Salvatore in un momento istituzionale. Un’immagine che oggi ha tutt’altro peso.
«Per la scomparsa di Salvo, a soli 18 anni, resta un nodo alla gola che non va giù», ha continuato il primo cittadino. «Questo ragazzone alto e forte l’ho visto letteralmente nascere, l’ho visto diventare uomo». Tra il sindaco e la famiglia Petino c’è un legame che va oltre la politica, un’amicizia profonda che rende il lutto ancora più personale, ancora più difficile da elaborare. «A questa famiglia va l’abbraccio sentito e sincero di tutta Acate, che ha appreso attonita la tragica notizia».

Sui social, nel giro di poche ore, i messaggi si sono moltiplicati. Centinaia di commenti su Facebook, ognuno con il suo frammento di ricordo. «Tra i banchi di scuola l’ho visto crescere per cinque anni — scrive Anna Z. — sempre dolce, timido, educato e rispettoso, col suo viso angelico e gli occhi buoni». Parole che tratteggiano un ritratto preciso: un ragazzo che aveva lasciato il segno, silenziosamente, in chi gli stava intorno.
«Una giornata molto triste per noi acatesi», commenta Mario R. «Una vita di felicità, progetti e sogni interrotta nel fiore della gioventù». E ancora Anna R., con la sintesi più amara: «Non si possono sentire queste notizie». No, non si possono. Eppure eccole, queste notizie. Ed Acate, oggi, non fa altro che stringersi.
Il sindaco Fidone chiude il suo messaggio con una riflessione che va oltre il lutto: «Qualsiasi altra parola sarebbe superflua. Forse ci dovrebbe animare uno spirito diverso nell’affrontare i piccoli e grandi problemi del quotidiano». Un invito a fermarsi. A guardare le persone che abbiamo accanto. Prima che restino solo fotografie.

