Elicotteri da guerra della Marina statunitense hanno sorvolato le Madonie e l’Etna nelle scorse settimane, nell’ambito di un’esercitazione militare partita dalla base di Sigonella. Le immagini, diffuse sui social, hanno scatenato la reazione dei sindaci madoniti e di un’esponente del Pd regionale.
Gli MH-60S Sea Hawk dell’Helicopter Sea Combat Squadron 28 sono stati fotografati in volo addestrativo sull’Etna e nei pressi di Sigonella. La Us Navy ha confermato tutto sulla propria pagina Instagram ufficiale: gli elicotteri operano nell’area della Sesta Flotta americana — il Mar Mediterraneo — con il compito di garantire “l’efficacia dei combattimenti bellici, la letalità e la prontezza delle forze navali Europa-Africa”. Le fotografie, scattate da Andy A. Anderson, non lasciano spazio a dubbi: nessuna fake news.
La vicenda ha preso forma quando alcune immagini pubblicate dalla pagina di Piano Battaglia hanno mostrato i velivoli in volo sulla zona di Piano Catarineci, nelle Madonie. La notizia aveva inizialmente sollevato perplessità tra gli amministratori locali, alcuni dei quali la ritenevano falsa.

I primi cittadini madoniti hanno scritto al governo regionale e alla Prefettura, chiedendo se le autorità fossero state preventivamente informate dell’esercitazione, chi abbia autorizzato il piano di volo e se sia stata avviata la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) per attività militari su un’area protetta come Piano Catarineci.
Gli amministratori hanno chiesto anche lo stop alle esercitazioni, richiamando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “azioni unilaterali mettono a rischio l’ordine internazionale”.
A farsi portavoce delle preoccupazioni in sede istituzionale è Valentina Chinnici, deputata regionale e vice segretaria del Pd siciliano, che ha annunciato un’interrogazione urgente al presidente della Regione Renato Schifani. “L’atterraggio di elicotteri da guerra della U.S. Navy nel cuore della Sicilia, a Piano Catarineci, non è solo una questione ambientale: è l’ennesimo atto unilaterale che rischia di trascinare la nostra Isola e l’Italia in uno scenario di tensione bellica senza che vi sia stata alcuna informazione o dibattito democratico”, ha dichiarato la deputata.
Chinnici ha puntato il dito contro l’assenza di trasparenza: “Dobbiamo sapere con urgenza se Schifani e la Prefettura fossero stati avvisati, e chi ha autorizzato questo piano di volo. Non possiamo permettere che la Sicilia venga percepita come una ‘portaerei’ in balia di decisioni prese altrove, senza alcuna legittimazione da parte degli organismi europei e internazionali e in spregio alla sovranità nazionale”.
La questione approderà presto in aula regionale. Resta da capire se il governo Schifani risponderà e con quali argomenti.

