Scandalo sanità a Palermo, soldi, olio, pesce e gamberoni in cambio di false invalidità

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PALERMO – Certificati medici rilasciati senza visitare i pazienti, presunte tangenti e favori a imprenditori del settore sanitario. È il quadro emerso dall'inchiesta che ha coinvolto Leonardo “Armando” Gaziano, ex medico dell'Asp, che ha patteggiato una condanna definitiva a 2 anni e 8 mesi.

PALERMO – Certificati medici rilasciati senza visitare i pazienti, presunte tangenti e favori a imprenditori del settore sanitario. È il quadro emerso dall’inchiesta che ha coinvolto Leonardo “Armando” Gaziano, ex medico dell’Asp, che ha patteggiato una condanna definitiva a 2 anni e 8 mesi.

Gaziano, che si occupava di ortopedia alla Casa del Sole e nel distretto sanitario di Bagheria, avrebbe favorito alcune aziende private indirizzando verso di esse i propri pazienti. In cambio, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto denaro e anche diversi regali: vino, olio, pesce e gamberoni rigorosamente di Mazara del Vallo.

Il medico avrebbe inoltre firmato certificazioni senza sottoporre i pazienti a visita, attestando condizioni di salute che avrebbero consentito loro di ottenere prestazioni previdenziali e pensioni di invalidità.

Quattro anni per Giuseppe Nicoletti

Ha patteggiato davanti al gup Emanuela Carabotta anche Giuseppe Nicoletti, ritenuto l’intermediario tra i pazienti e l’Asp. Per lui è arrivata una condanna definitiva a 4 anni.

Secondo gli investigatori, Nicoletti avrebbe gestito un sistema attraverso il quale i richiedenti potevano ottenere certificazioni utili alle pratiche previdenziali e assistenziali. I documenti sarebbero stati pagati tra 100 e 250 euro.

Durante le perquisizioni nelle sue due abitazioni, la Squadra Mobile avrebbe trovato circa 1,2 milioni di euro in contanti, nascosti tra scatole e cassetti.

Il ruolo del medico

Gaziano avrebbe rappresentato uno degli anelli del meccanismo. Le certificazioni rilasciate senza visita avrebbero permesso ad alcuni pazienti di ottenere prestazioni alle quali, secondo l’ipotesi investigativa, non avrebbero avuto diritto.

Il medico avrebbe inoltre indirizzato una parte dei pazienti verso specifiche aziende ortopediche. A fornire elementi agli investigatori sarebbe stato anche un imprenditore che aveva partecipato al sistema e successivamente aveva deciso di collaborare con i pm.

Le intercettazioni avrebbero documentato anche il sistema di favori attraverso cui alcuni imprenditori cercavano di mantenere rapporti privilegiati. In una conversazione, Gaziano avrebbe parlato della necessità di fare regali, citando gamberoni, carne, olio e vino e suggerendo persino di portare al direttore una cesta o altri prodotti alimentari.

Il processo per Massimiliano Contino

Resta invece da definire la posizione di Massimiliano Contino, amministratore unico dell’Ortopedia Barbanera srl di Tommaso Natale e titolare di un’attività di procacciamento d’affari nel settore dei materiali e degli ausili ortopedici.

Contino era stato arrestato lo scorso marzo insieme agli altri due imputati. I pm Gianluca De Leo e Andrea Zoppi hanno ottenuto per lui il giudizio immediato. Il processo davanti alla terza sezione del Tribunale inizierà a dicembre.

Per Gaziano e Nicoletti, invece, il procedimento si è già concluso con il patteggiamento e con condanne divenute definitive.

 

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