Blocco dei tir, a Catania gomme tagliate e minacce a chi vuole lavorare

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Il fronte dell’autotrasporto si spacca in Sicilia all’indomani dello stop ufficiale alle agitazioni. Nonostante l’accordo raggiunto a livello nazionale, nell’Isola la tensione a Catania ha ormai superato il livello di guardia. Il Comitato Nazionale Trasportatori (Cts) ha lanciato un allarme, denunciando blocchi abusivi, sabotaggi e gravi intimidazioni ai danni dei conducenti che vogliono riprendere l’attività.

I focolai della protesta fuori controllo si concentrano su due snodi strategici per l’economia siciliana: il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale del capoluogo etneo. Secondo la sigla sindacale, il clima è diventato insostenibile e c’è il rischio imminente di una “rivolta sociale”.

Le proteste proseguono anche a Gela, dove è in azione un gruppo di camionisti, e al Molo Santa Lucia di Palermo, dove si è mobilitato un altro gruppo autonomo. La tensione più alta si registra però a Catania.

La denuncia del Cts: “Colleghi minacciati e gomme tagliate”

La stragrande maggioranza degli autotrasportatori associati al Cts vuole tornare su strada per evitare il collasso economico della regione. Il diritto al lavoro, però, viene al momento negato con la forza.

“Le minacce e le violenze messe in atto da Richichi e da una piccola parte dei padroncini non ci appartengono. Siamo tutti consapevoli del dramma che l’intera categoria sta attraversando a causa del caro gasolio, ma le difficoltà non si risolvono tagliando le gomme o minacciando i colleghi per costringerli a fermarsi con la forza.”

Il Cts punta il dito contro la frangia a oltranza guidata da Giuseppe Richichi, sottolineando una frattura ormai insanabile tra chi ha accettato la mediazione e chi continua con blocchi che definisce del tutto illegali.

Appello alle forze dell’ordine: “Noi vogliamo lavorare, tuteleteci”

L’escalation di violenza ha spinto i vertici del Cts a chiedere un intervento immediato e coordinato delle forze dell’ordine, rivolgendosi direttamente al prefetto e al questore di Catania. I camionisti chiedono protezione per poter circolare senza temere ritorsioni o danni ai propri mezzi.

L’appello finale dei lavoratori è una richiesta d’aiuto per il ripristino della legalità: “Chiediamo che le forze dell’ordine ci tutelino: noi vogliamo lavorare”. Ora la parola passa alle autorità di pubblica sicurezza, chiamate a sgomberare i presidi abusivi prima che la tensione tra le due fazioni di autotrasportatori sfoci in scontri aperti.

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