Sicilia, anche l’olio d’oliva a 6 euro al litro: la protesta degli agricoltori

lettura in 3 minuti

Mentre i camion restano fermi nei porti siciliani, nelle campagne dell’isola si apre un secondo fronte di protesta: quello degli olivicoltori, stretti tra il caro carburante e un olio che oggi si ferma a 6,70 euro al litro.

Il fermo dei trasporti è stato proclamato dal Comitato autotrasportatori siciliani e va dal 16 al 20 ottobre. Il coordinatore Salvatore Bella ha parlato di un gasolio a 2,40 euro al litro, con cui lavorare in perdita non è più sostenibile. A quel malcontento si aggiunge ora quello di chi produce olio, proprio mentre in molte aziende agricole siciliane si avvia la stagione della raccolta.

Perché 6,70 euro al litro non bastano

Per gli agricoltori il problema non è solo il prezzo del carburante. A 6,70 euro al litro l’olio non consente di coprire le ingenti spese sostenute lungo tutta la produzione, e per chi lavora la terra i conti non tornano.

A spingere i prezzi verso il basso è la forte concorrenza internazionale: il mercato siciliano si trova inondato di olio straniero, in particolare quello che arriva dalle grandi aziende tunisine e spagnole.

Spagna e Tunisia, i numeri che fanno pressione

A fotografare la situazione è Carmelo Scalia, presidente del Consorzio della filiera olivicola siciliana. La Spagna, primo produttore mondiale, dopo due annate di produzione ridotta è ripartita con decisione e nella campagna 2025 ha prodotto circa un milione e mezzo di tonnellate di olio. Anche la Tunisia, oggi tra i principali produttori del pianeta, ha toccato un record di circa 450 mila tonnellate.

Il nodo, secondo Scalia, sta in ciò che arriva dall’altra sponda del Mediterraneo: «Una parte significativa dell’olio tunisino arriva sul mercato italiano, anche attraverso prodotti commercializzati come extravergine». Il risultato è una pressione sui prezzi che rende più difficile vendere l’olio siciliano.

La richiesta di tutela per il prodotto siciliano

Da qui l’appello a misure di protezione per l’olio dell’isola, che secondo chi lo produce non è paragonabile a quello d’importazione, anche per qualità. Per il comparto, la posta in gioco è la sopravvivenza stessa dell’agricoltura.

Intanto i camion restano fermi nei porti fino alla mezzanotte del 20 ottobre, e gli olivicoltori si aggiungono a un fronte di protesta già aperto.

Iscriviti al canale Facebook per le notizie in tempo reale e metti Mi Piace sulla pagina Facebook
Diretta Sicilia
Follow:
Redazione centrale di Diretta Sicilia. Il team di giornalisti e collaboratori che ogni giorno racconta la Sicilia in tempo reale: cronaca, politica, economia, sport e cultura dalle nove province dell'isola.