Prime comunioni e cresima celebrate insieme, e a Palermo la questione torna a scaldare gli animi. Confimprese, insieme al Comitato fede, economia e comunità formato dagli esercenti del settore cerimonie, parteciperà lunedì 5 ottobre, dalle 9,30 alle 11, a un sit-in davanti alla Curia arcivescovile, in via Matteo Bonello 2.
Nei giorni scorsi l’associazione aveva scritto all’arcivescovo Corrado Lorefice, al sindaco Roberto Lagalla, al prefetto Massimo Mariani e al questore Vito Calvini. Nella lettera chiedeva di individuare una soluzione per la fase transitoria legata all’introduzione del nuovo percorso di catechesi. Ora lancia un appello per un incontro, “con l’obiettivo di verificare se sia possibile coniugare le esigenze del nuovo percorso pastorale con quelle determinate dalla necessaria fase di transizione”.
La proposta: un percorso intensivo solo per la fase transitoria
La richiesta riguarda “quei bambini che al momento dell’introduzione del nuovo modello, avevano già superato l’età prevista per iniziare il percorso e non hanno quindi avuto materialmente la possibilità di seguirlo fin dall’inizio”. Per loro Confimprese invita a “valutare un percorso integrativo e intensivo, limitato alla fase transitoria, che consenta loro di recuperare la preparazione necessaria e di rientrare progressivamente nel nuovo sistema”.
Il presidente di Confimprese Palermo, Giovanni Felice, precisa: “Non abbiamo mai interferito nel merito della riforma, né vogliamo replicare ora a chi sembra non comprendere le ragioni della nostra protesta ma al momento opportuno, spiegheremo che a nostro avviso, le misure adottate non corrispondono al progetto reso pubblico nel sito della Curia”.
Cosa prevede la riforma
Il nuovo progetto di iniziazione cristiana, voluto dall’arcivescovo Lorefice, dura ora cinque anni. Prima comunione e cresima fanno parte dello stesso cammino e vengono celebrate insieme, intorno ai 10-11 anni.
Per le imprese del settore è un colpo pesante, perché le cerimonie si riducono di fatto della metà. Secondo Confimprese Palermo, la nuova impostazione avrebbe già causato perdite per decine di milioni di euro.
Finora l’Arcidiocesi non ha cambiato rotta. Difende il progetto avviato nel 2024 e ha respinto l’idea di comprimere il percorso dei bambini in corsi intensivi, per anticipare le prime comunioni al 2027.
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