A Palermo è scaduto ieri il termine ultimo per completare gli interventi PNRR dedicati ad asili nido, scuole dell’infanzia e mense scolastiche. Il bilancio, ricostruito da un’analisi del deputato regionale M5S Adriano Varrica e del consigliere comunale Antonino Randazzo, racconta di un’occasione mancata: 15 interventi su 25 sono andati definitivamente persi, per un valore di quasi 12 milioni di euro sottratti alla città. Solo un’opera, tra tutte quelle finanziate, risulta portata a termine.
Un solo cantiere concluso su 25
Lo studio di Varrica e Randazzo ha passato al pettine, intervento per intervento, lo stato dei finanziamenti PNRR assegnati al Comune di Palermo: importi, atti amministrativi, rinunce, cantieri, ritardi e opere che, alla luce della documentazione disponibile, sono ormai uscite dal perimetro del Piano.
Il quadro complessivo riguarda 25 interventi censiti, per un valore di oltre 20 milioni di euro. Di questi, 15 risultano persi — il 60% del totale — per quasi 12 milioni di euro, pari a circa il 59% delle risorse destinate ai progetti.
L’unico intervento concluso è la riqualificazione dell’ex asilo rurale “Principe Umberto”, in via Di Dio, costato poco più di 715mila euro: appena il 3,5% delle risorse PNRR complessive considerate.
Altri nove interventi, per quasi 8 milioni di euro (circa il 38% delle risorse), sono ancora in corso o privi degli atti conclusivi necessari. L’asilo XXVII Maggio allo Sperone verrà consegnato a metà luglio, mentre per la struttura all’Arenella mancano ancora i documenti finali.
Le schede dettagliate dei singoli interventi, frutto anche di sopralluoghi condotti nelle ultime settimane dal Movimento 5 Stelle, sono state pubblicate sul portale internet dedicato di Adriano Varrica.
Le accuse di Varrica e Randazzo all’amministrazione Lagalla
Per Varrica e Randazzo, le responsabilità sono chiare: «Le risorse del PNRR, ottenute in Europa nel 2020 grazie al governo guidato da Giuseppe Conte, avevano aperto una prospettiva storica per la città. Milioni di euro destinati alla costruzione di nuovi asili nido, nuove scuole dell’infanzia, mense scolastiche moderne, spazi educativi e servizi essenziali per le famiglie avrebbero potuto colmare un ritardo che Palermo si trascina da decenni e garantire maggiori opportunità a migliaia di bambine e bambini. Questa occasione è stata sprecata. I numeri parlano da soli e sono impietosi. Il sindaco Lagalla e l’assessore Tamajo sono responsabili di questo fallimento, lo hanno deliberatamente costruito».
I due esponenti pentastellati puntano il dito anche su un’occasione mancata legata ai fondi ex Gescal: «Basti pensare che se avessero accettato la proposta che aveva costruito il Movimento 5 stelle per delegare i 7 progetti di edilizia scolastica dei fondi ex Gescal alla Regione, avremmo potuto liberare fondamentali risorse umane degli uffici comunali per dedicarle al PNRR. E invece, con arroganza mista a menefreghismo, hanno ignorato l’opportunità compromettendo sia i fondi PNRR che quelli ex Gescal, altri 22 milioni di euro, facendo tutto e male».
Varrica e Randazzo annunciano che continueranno a monitorare i progetti ancora in corso, per i quali si rischia un ulteriore parziale definanziamento che il Comune dovrà coprire con risorse proprie, e che faranno pressione perché i progetti abbandonati possano essere recuperati: «La città, grazie a questo disastroso centrodestra, ha perso».
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