Mafia e corruzione al Policlinico: trovati 90mila euro in casa di Salvatore Iacolino

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Novantamila euro in contanti, mazzette di banconote spuntate fuori quasi per caso durante le perquisizioni. Salvatore Iacolino, il manager che solo una settimana fa festeggiava la nomina a direttore generale del Policlinico di Palermo, si trova adesso al centro di un terremoto giudiziario che scuote i vertici della sanità e della politica siciliana. L’accusa è pesantissima: concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata.

Secondo la Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, quel fiume di denaro sarebbe solo la punta dell’iceberg di un sistema di “cortesia” verso i clan. Gli inquirenti ritengono che Iacolino fosse a completa disposizione del boss di Favara, Carmelo Vetro, agendo come un vero e proprio ponte tra gli interessi della criminalità organizzata agrigentina e i palazzi del potere palermitano.
Il sospetto dei magistrati — nel team figurano l’aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti Brucoli, De Leo e Ticino — è che l’ex eurodeputato di Forza Italia abbia sfruttato la sua fitta rete di contatti per agevolare la “famiglia” di Favara. Un potere costruito in anni di carriera ai piani alti, prima come parlamentare a Bruxelles e poi come dirigente generale del Dipartimento per la pianificazione strategica dell’Assessorato regionale alla Salute. Proprio in quegli uffici, dove si decidono i destini della sanità siciliana, Iacolino avrebbe messo a disposizione il proprio ruolo per favorire società legate a Vetro.

L’indagine, che ha già portato alla luce un giro di tangenti intascate da un altro dirigente regionale, punta ora a chiarire l’origine di quei 90mila euro trovati in casa del manager: il sospetto è che possano essere il “prezzo” del tradimento delle istituzioni.

La notizia della perquisizione e del ritrovamento del contante ha gelato le corsie del Policlinico, dove il nuovo direttore si era appena insediato. Mentre i carabinieri analizzano i flussi finanziari e i documenti sequestrati, la posizione del manager appare sempre più delicata, segnando l’ennesimo capitolo buio nel rapporto tra colletti bianchi e Cosa Nostra.

Intanto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha convocato, oggi alle 17, la giunta regionale per adottare il provvedimento di sospensione dalle funzioni di Salvatore Iacolino, direttore generale del Policlinico di Messina, dopo le notizie di stampa relative a un’indagine della Procura di Palermo che lo riguarda.

Il presidente ha inoltre firmato un atto di indirizzo rivolto ai dirigenti generali dei dipartimenti regionali e ai responsabili degli uffici speciali, con cui si dispone un rafforzamento dei controlli sulle autodichiarazioni presentate dai dirigenti in ordine alle eventuali cause di impedimento per la prosecuzione delle funzioni. Gli uffici dovranno verificarne periodicamente la veridicità.

Nel documento si stabilisce inoltre che, in caso di richieste di trattenimento in servizio oltre i limiti ordinari di età, i dipartimenti dovranno valutare non solo eventuali cause ostative, ma anche la condotta morale tenuta nell’esercizio delle funzioni pubbliche. L’iniziativa rientra nell’azione di rafforzamento della trasparenza e del controllo all’interno dell’amministrazione regionale.

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