Palermo, corruzione all’obitorio del Cervello: arrestati tre dipendenti che prendevano mazzette dalle pompe funebri

lettura in 2 minuti

Arresti all’ospedale Cervello di Palermo per un presunto giro di corruzione legato ai servizi funebri. Tre dipendenti della camera mortuaria sono finiti ai domiciliari con le accuse di corruzione e associazione a delinquere.

Il provvedimento restrittivo, disposto dal Gip del Tribunale di Palermo ed eseguito questa mattina dalla sezione Anticorruzione della squadra mobile, rappresenta l’epilogo di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica che ha fatto luce su un sistema di illeciti legati alla gestione delle salme.

Secondo la ricostruzione investigativa, i tre indagati avrebbero costituito un sodalizio criminale finalizzato a favorire determinate agenzie di pompe funebri in cambio di denaro. Il meccanismo messo in atto sarebbe stato sempre lo stesso: “I dipendenti – spiegano dalla questura – avrebbero velocizzato le procedure per la gestione e la consegna dei corpi dei pazienti deceduti nella struttura ospedaliera, anche quando mancavano le necessarie autorizzazioni del Comune, orientando i parenti dei defunti verso specifiche imprese funebri”.

Tra gli episodi contestati figura anche “l’indirizzo dei familiari di un cittadino irlandese morto a Palermo verso una specifica agenzia funebre, episodio documentato mediante videoriprese che mostrano uno dei dipendenti mentre incassa una somma di 500 euro”.

Il Gip ha disposto le misure cautelari senza procedere agli interrogatori preventivi, ritenendo sussistente il pericolo di inquinamento delle prove. Gli inquirenti avevano infatti captato, attraverso dispositivi di intercettazione installati nei pressi dell’obitorio, dialoghi tra gli indagati nei quali venivano concordate modalità per impedire eventuali verifiche da parte delle forze dell’ordine.

L’indagine, avviata nei primi mesi del 2024 al Policlinico, si è basata su intercettazioni telefoniche, ambientali e informatiche. L’inchiesta prosegue: il magistrato ha infatti mantenuto aperta la posizione di altri potenziali indagati coinvolti nella medesima vicenda.

Continua a leggere le notizie di DirettaSicilia, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale News Sicilia
Nessun commento