
Un’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo ha portato alla luce una situazione di irregolarità diffusa all’interno di un punto vendita ortofrutticolo del capoluogo siciliano. Su un totale di tredici dipendenti presenti al momento dell’ispezione, sei risultavano completamente sconosciuti al fisco, mentre un settimo lavoratore presentava una posizione irregolare.
Considerato che il personale non in regola rappresentava oltre il dieci per cento dell’organico complessivo – soglia limite prevista dalla normativa vigente – i militari hanno ordinato la chiusura immediata dell’esercizio commerciale.
Le verifiche condotte hanno fatto emergere criticità che vanno ben oltre il lavoro nero. Gli ispettori hanno riscontrato l’assenza di aggiornamento del documento di valutazione dei rischi sul lavoro, così come la mancanza di controlli sanitari periodici per i dipendenti. Totalmente assente, inoltre, risultava il percorso formativo obbligatorio in materia di sicurezza sul lavoro.
Il quadro complessivo delle violazioni si è arricchito ulteriormente con il ritrovamento di telecamere di sorveglianza installate senza la prescritta autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro e con l’accertamento di un caso di distacco irregolare di un lavoratore.
Il conto finale delle infrazioni si traduce in sanzioni amministrative pari a 28.400 euro e ammende di natura penale che sfiorano gli 11.000 euro. Prima di poter riaprire i battenti, il titolare dell’attività dovrà provvedere alla regolarizzazione di tutte le posizioni lavorative e alla rimozione di ogni violazione in ambito di sicurezza.



