
Le mura domestiche trasformate in una prigione di paura e abusi. La Polizia di Enna ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo, accusato di violenza sessuale aggravata sulla figliastra, oggi quattordicenne. Una vicenda drammatica che, secondo la Procura, avrebbe avuto inizio quando la vittima aveva appena 11 anni.
L’indagine ha svelato un quadro di profondo degrado relazionale e psicologico. Non si tratterebbe solo di abusi sessuali: all’indagato sono contestati maltrattamenti sistematici estesi all’intero nucleo familiare, composto dall’ex compagna e da altre figlie minori. L’uomo aveva imposto un regime di controllo totale, fatto di intimidazioni e “regole” ferree che soffocavano ogni tentativo di ribellione.
A rendere ancora più cupo lo scenario era il ricatto psicologico utilizzato per garantire il silenzio: chiunque avesse provato a denunciare veniva minacciato di violenze fisiche o, peggio, della separazione definitiva dei figli dalla madre attraverso l’intervento dei servizi sociali. Un muro di omertà forzata che è crollato solo grazie all’intervento degli inquirenti.



