Cade da un ponteggio in un capannone, morto Alessio La Targia a Brancaccio: È una carneficina

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Ancora una morte sul lavoro a Palermo. Un operaio di 40 anni, Alessio La Targia, ha perso la vita dopo essere precipitato da un’impalcatura all’interno di un capannone industriale situato in via Emiro Giafar, nella zona di Brancaccio. L’uomo stava eseguendo alcuni interventi di riparazione quando si è verificato il tragico incidente.

A lanciare l’allarme sono stati i colleghi, che hanno immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’operaio.

Sono intervenuti anche i carabinieri del Nucleo radiomobile e i tecnici dello Spresal dell’Asp di Palermo, incaricati di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Testimoni e colleghi sono stati ascoltati per chiarire le circostanze dell’accaduto. Gli accertamenti sono concentrati sul rispetto delle norme di sicurezza, sull’eventuale utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per i lavori in quota e sulla regolarità del rapporto di lavoro.

La Procura di Palermo ha disposto il sequestro della salma e l’esecuzione dell’autopsia. Alessio La Targia lascia la moglie e due figli.

Durissimo il commento dei sindacati. «È l’ennesima sconfitta per il mondo del lavoro – dichiarano Federica Badami (Cisl Palermo Trapani), Paolo D’Anca (Filca Cisl Sicilia) e Francesco Danese (Filca Cisl Palermo Trapani) – non possiamo più limitarci alle parole di cordoglio. Servono azioni concrete su prevenzione e controlli».

La Filca Cisl ha annunciato l’avvio, a partire da lunedì 26 gennaio, di una campagna di informazione sulla sicurezza nei cantieri edili di Palermo, con attività di volantinaggio, aperta anche alle altre sigle sindacali. «Conoscere i propri diritti e i dispositivi di sicurezza può fare la differenza tra la vita e la morte», sottolineano.

Numeri che restano allarmanti: quasi 5.000 infortuni sul lavoro a Palermo, con 18 morti nel 2025 (dati riferiti al periodo gennaio-settembre). «Non ci rassegneremo mai – affermano i sindacalisti – è inaccettabile che un operaio di 40 anni non torni più a casa dal lavoro».

Sulla vicenda interviene anche Piero Ceraulo, segretario generale Fillea Cgil Palermo, che parla di una vera e propria emergenza: «È una carneficina. In molti cantieri si continua a lavorare anche in condizioni meteo avverse, come se la sicurezza fosse un optional».

Ceraulo denuncia inoltre un possibile caso di irregolarità: «Come vicepresidente della Cassa edile, posso dire che il lavoratore non risulta censito. Questo apre interrogativi seri sul contratto applicato o su una possibile posizione irregolare». Non esclusa una mobilitazione unitaria dei lavoratori se non arriveranno risposte concrete dalle istituzioni.

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