Ciclone Harry, la Sicilia trema per l’allerta rossa: “Evitate litorali e piani interrati”

La tempesta più violenta degli ultimi anni sta per flagellare l'isola con venti a 120 km/h, onde alte 7 metri e piogge torrenziali. Protezione Civile: "State a casa"
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Non si vedeva nulla di simile da anni. Il ciclone Harry, battezzato ufficialmente dall’agenzia meteorologica spagnola AEMET, si è abbattuto con tutta la sua furia su Sicilia, Sardegna e Calabria, trasformando quella che doveva essere una normale settimana di gennaio in un incubo meteorologico. Il minimo di bassa pressione, posizionato attualmente nei pressi della Tunisia, sta scaricando sull’isola quantità d’acqua impressionanti, accompagnate da raffiche di vento che in alcune zone hanno già superato i 120 chilometri orari.

Allerta rossa: cosa significa davvero

La Protezione Civile non usa mezzi termini. L’allerta rossa diramata per il versante ionico della Sicilia, in particolare nella fascia compresa tra Catania e Messina, indica il massimo livello di pericolo. Tradotto in termini pratici: rischio concreto di esondazioni, frane, allagamenti improvvisi e situazioni potenzialmente letali per chi si trova all’aperto o in zone vulnerabili.

I numeri fanno impressione. Gli esperti de IlMeteo.it parlano di accumuli pluviometrici che potrebbero toccare i 300-400 millimetri nell’entroterra catanese in appena 48 ore. Per capirci, è come se in due giorni cadesse tutta la pioggia che normalmente si registra in tre o quattro mesi. Le conseguenze sono facilmente immaginabili: torrenti che si trasformano in fiumi in piena, sottopassi allagati, strade che diventano impraticabili.

Evacuazioni ad Acireale: via dalle coste

La decisione più drastica l’ha presa il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo. Con un’ordinanza che non lascia spazio a interpretazioni, ha disposto l’evacuazione temporanea di tutti gli immobili situati nelle zone costiere di Capo Mulini e Santa Maria La Scala. Il provvedimento è scattato alle 13 di oggi e resterà in vigore fino alle 8 di mercoledì mattina.

Chi non ha la possibilità di trovare autonomamente una sistemazione alternativa può rivolgersi al Centro operativo comunale della Protezione civile, raggiungibile al numero 095895545. L’amministrazione, attraverso i propri canali social, ha lanciato un appello accorato: “Massimo senso di responsabilità, seguite le indicazioni delle autorità e limitate gli spostamenti allo stretto necessario”.

Scuole chiuse a tappeto nel Catanese

L’elenco dei comuni che hanno deciso di tenere chiuse le scuole è lunghissimo e continua ad aggiornarsi ora dopo ora. Catania, ovviamente, ma anche Acireale, Paternò, Adrano, Biancavilla, Gravina di Catania, Belpasso, Aci Catena, Pedara, Nicolosi, Zafferana Etnea, Motta Sant’Anastasia, Aci Sant’Antonio, Valverde, Aci Castello, Trecastagni, Mascalucia, Ragalna, Riposto, Santa Maria di Licodia, Aci Bonaccorsi, Viagrande, Palagonia, San Giovanni La Punta, Caltagirone, Piedimonte Etneo, Giarre, Scordia, Mascali, Calatabiano e Ramacca.

A Siracusa il sindaco Francesco Italia ha firmato un’ordinanza ancora più restrittiva: oltre alle scuole di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido, restano chiusi parchi, cimitero, impianti sportivi pubblici e privati. Sospesi anche i mercati e vietate tutte le attività collettive all’aperto. Off-limits pure il Parco archeologico, il Castello Maniace e il Castello Eurialo.

Stessa situazione a Lipari, nelle Eolie, dove il sindaco ha disposto la chiusura degli istituti scolastici per lunedì e martedì, imponendo anche limitazioni al traffico sulle strade litoranee.

Mari in tempesta: collegamenti marittimi nel caos

Se viaggiare via terra è sconsigliato, spostarsi via mare è praticamente impossibile. Le onde al largo dello Ionio e del basso Tirreno stanno raggiungendo gli 8-9 metri, mentre lungo le coste della Sardegna orientale e sulla fascia ionica di Sicilia e Calabria si registrano altezze d’onda tra i 6 e i 7 metri.

Il risultato è il blocco quasi totale dei collegamenti con le isole minori. Gli aliscafi per le Eolie sono fermi in porto a Milazzo dalla mattina. L’unica nave che sta tentando di mantenere i collegamenti è la “Nerea”, ma con enormi difficoltà. Cancellate le partenze della “Filippo Filippi” da Vulcano e il collegamento Milazzo-Napoli con la “Cossyra”.

Situazione analoga a Trapani, dove la “Simone Martini” non è riuscita a salpare per Favignana e la “Pietro Novelli” è rimasta bloccata invece di partire per Pantelleria. Fermi anche i traghetti per le Pelagie: saltati i collegamenti Linosa-Lampedusa e Lampedusa-Porto Empedocle. Sospese le corse veloci per le Egadi da Marsala e Trapani, così come l’aliscafo Palermo-Ustica.

Venti di burrasca e lo scirocco che non molla

A rendere tutto più complicato ci pensano i venti. Lo scirocco soffia con intensità di burrasca forte, con raffiche che in alcune zone stanno raggiungendo la categoria “tempesta” sulla scala Beaufort. Lungo le coste ioniche e nello Stretto di Sicilia le folate superano abbondantemente i 100 km/h, con punte che localmente arrivano a 120.

A Messina si stanno montando pannelli protettivi sul lungomare per cercare di difendere i locali dalle mareggiate. Una scena che racconta meglio di mille parole la portata di questo evento meteorologico.

Quando finirà?

Secondo le previsioni, il maltempo dovrebbe iniziare ad attenuarsi tra mercoledì e giovedì, regalando una breve tregua con schiarite e clima più asciutto. Ma gli esperti avvertono: durerà poco. Nel fine settimana è già previsto l’arrivo di una nuova perturbazione atlantica che interesserà le regioni settentrionali e il medio Tirreno.

Per ora, l’unica cosa da fare è seguire scrupolosamente le indicazioni della Protezione Civile: evitare i litorali, non scendere nei piani interrati, stare lontani dalle strade soggette ad allagamento e, soprattutto, non mettersi in viaggio se non strettamente necessario.

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