La Sicilia si prepara a voltare pagina dal punto di vista meteorologico. Dopo giorni decisamente miti per il periodo, il Dipartimento regionale di Protezione civile ha diramato un bollettino di allerta meteo gialla per rischio idrogeologico, segnalando l’arrivo di una fase più instabile con piogge sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, e quantitativi cumulati complessivamente da deboli a moderati.
Il peggioramento, secondo le indicazioni meteo, si attiverà già nelle prime ore notturne sulle aree occidentali e settentrionali dell’Isola, per poi estendersi gradualmente al resto della regione nel corso della mattinata. Il quadro termico, invece, cambierà soprattutto tra mercoledì sera e le prime ore di giovedì, quando è atteso un deciso calo delle temperature: non un’ondata di gelo “storica”, ma un passaggio rapido e tipicamente invernale, quello che negli ultimi anni è diventato sempre più raro.
Cosa sta per succedere: la dinamica del peggioramento
Alla base del cambiamento c’è un’avvezione di aria fredda di origine artica marittima, favorita dall’espansione dell’alta pressione in area iberica. In pratica, questo assetto consente a una saccatura fredda di allungarsi verso il Mediterraneo centrale. Qui, la formazione di un vortice depressionario agirà da “calamita”, richiamando l’aria fredda dal Golfo del Leone verso la Sardegna e poi, da ovest, anche sulla Sicilia nella giornata di mercoledì 7 gennaio.
In quota, il nucleo freddo risulterà particolarmente incisivo (con valori molto bassi a 500 hPa), mentre a circa 1.450 metri (quota 850 hPa) le temperature potrebbero spingersi fino a -1/-2°C entro la sera di mercoledì. Tradotto: condizioni favorevoli a un aumento dell’instabilità e, soprattutto, al ritorno della neve sui rilievi.
Neve: dove e a che quota
La neve è attesa principalmente in montagna, ma non solo in alta quota. In base agli attuali scenari, i fiocchi potrebbero scendere sotto i 1.000 metri, con accumuli più probabili su Madonie, Nebrodi e sul versante nord dell’Etna. Durante i rovesci più intensi – tra il tardo pomeriggio di mercoledì e la notte – la quota neve potrebbe abbassarsi fino a 800-900 metri, con locali puntate verso i 700 metri nelle aree meglio esposte e dove l’instabilità risulterà più organizzata.
Le nevicate più consistenti, al momento, sembrano concentrate sui Nebrodi e sul lato settentrionale dell’Etna, ma anche le Madonie potrebbero registrare accumuli interessanti, localmente oltre 10-20 centimetri alle quote più favorevoli.
Vento forte e mari agitati: attenzione alle raffiche
Oltre a piogge e neve, l’altra protagonista sarà la ventilazione. Tra mercoledì e giovedì soffieranno venti occidentali anche sostenuti, con raffiche che nei passaggi più intensi potrebbero toccare 50-70 km/h, accentuando la sensazione di freddo. Giovedì la ventilazione tenderà a disporsi più da Maestrale, restando comunque vivace.
Sul fronte marino, è atteso un peggioramento con mari fino a molto mossi o agitati, soprattutto su Canale di Sicilia e Tirreno, con possibili mareggiate lungo le coste esposte.
Due fasi: prima la pioggia, poi il freddo “vero”
Il passaggio freddo dovrebbe svilupparsi in due momenti:
una prima fase con il transito del fronte e precipitazioni da ovest, ma con quota neve più alta (in genere sopra 1.200 metri);
una seconda fase, più fredda e fugace, tra la sera di mercoledì e la notte/prime ore di giovedì, con correnti da nord-ovest e rovesci più probabili sui versanti tirrenici e sulla Sicilia nord-orientale.



