La scure della Regione sui Comuni no-Vax, “Così evitiamo un altro lockdown”

Nello Musumeci ha firmato un'ordinanza che prevede un tavolo permanente tra Asp e sindaci

“Misure sofferte ma ragionate, che affidano ancora una volta alla indispensabile collaborazione dei livelli istituzionali territoriali e degli operatori sanitari il compito di proteggere la nostra popolazione”. Lo ha detto Musumeci dopo aver firmato l’ordinanza numero 85 che prevede nuove restrizioni per 55 Comuni. Due passano in zona arancione, gli altri in zona gialla.

Il turismo e l’aumento dei casi

“La stagione turistica in Sicilia – dice il Governatore siciliano – ha registrato numeri record ed è abbastanza naturale che si registri anche per questa promiscuità l’aumento di casi, come abbiamo costantemente potuto osservare in questi giorni, assieme a un certo calo di tensione che è stato palpabile in molte zone dell’Isola”.

Così evitiamo un altro lockdown

“Immagino che nessun siciliano voglia correre il rischio di ulteriori appesantimenti o, peggio, di un nuovo lockdown”, continua Musumeci. “La nostra economia non lo vuole e non se lo può permettere. Il mio appello, dunque, è sempre lo stesso: vaccinarsi è un dovere civico, per questo siamo accanto ai Comuni e a tutte le nostre comunità. Questo modello, che inizia con i 55 Comuni, potrà essere adottato anche in altri casi. Oltre tre milioni di siciliani hanno fatto il vaccino. Ma non basta. Quanto sarebbe ingiusto far pagare a tutti il duro prezzo di chi non vuole vaccinarsi! Per noi – conclude il governatore – non è solo una priorità sanitaria, perché – come dice il presidente di Confindustria – tutelare la salute significa tutelare il lavoro”.

I Comuni con restrizioni

Sotto la scure della Regione i Comuni con una bassa percentuale di vaccinati, inferiore al 60 per cento del totale della popolazione vaccinale. E, come se non bastasse, hanno una incidenza di contagi nei sette giorni (13-19 agosto) superiore a 150 casi per 100 mila abitanti. L’ordinanza prevede un tavolo permanente tra Asp e sindaci per raggiungere i target di immunizzati ma anche l’utilizzo di mascherine all’aperto nei contesti di presenza di molti cittadini. L’ordinanza prevede inoltre il divieto di assembramento in pubblico e le misure di contenimento per gli eventi privati (tampone nelle 48h antecedenti). Per i Comuni arrivano uomini e mezzi. La Regione coinvolgerà i sindaci anche nel loro ruolo di autorità sanitarie locali

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