Piovono disdette col rischio zona gialla, appello a Musumeci

Aleggia sulla Sicilia il rischio del passaggio in zona gialla e iniziano ad arrivare le prime disdette dei turisti. Su cinque prenotazioni, una salta, tra coloro che avevano pianificato di viaggiare in Sicilia. La stima delle disdette causate dal rischio paventato di zona gialla giunge dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

Numerose disdette dal 23 agosto

Le segreterie regionali guidate da Monia Caiolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto, in una nota inviata al governo regionale, adesso si dicono “seriamente preoccupate per le segnalazioni che arrivano dagli albergatori. I telefoni squillano ma per le disdette che già stanno arrivando da parte di quei turisti che avevano prenotato dal 23 agosto in poi. Da quella data, infatti, l’Isola dovrebbe passare in giallo visto che i parametri già sono i netto aumento.

Gravi ripercussioni sul settore turistico

Ora i sindacati chiedono a Musumeci d’intervenire per “non compromettere irreversibilmente la stagione turistica siciliana che, dopo la ripartenza, stava iniziando da qualche settimana a registrare segnali di ripresa”. “Quanto sta accadendo – aggiungono – fa temere la prematura conclusione della stagione con le inevitabili nefaste ripercussioni sulle attività ricettive e non solo, soprattutto sulla tenuta dei livelli occupazionali”. Secondo i sindacati di categoria, infatti, la situazione d’incertezza avrebbe gravi ripercussioni anche sulla situazione occupazionale e in particolare sugli stagionali.

Da Musumeci un appello a tutti i siciliani

“Inutile leccarsi le ferite dopo, se prima si continua a fare finta di niente. Vaccinarsi, ha ricordato il presidente Mattarella, è un dovere civico per tutti coloro che sono nelle condizioni di poterlo fare”. “Mi appello – prosegue il governatore – anche ai sindaci: abbiamo diffuso a ciascuno i dati relativi ai vaccinati del proprio Comune e serve uno sforzo per convincere tutti. L’obiettivo è difendere la libertà degli altri, senza mettere in discussione la propria. Ma se non si comprende questa esigenza collettiva, vince l’egoismo. E la Sicilia non se lo può permettere, per la salute di tutti e per l’economia di tanti”.


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