Covid-19, a Palermo vendite e prezzi della case in caduta libera

I numeri provengono dai Dati statistici notarili da parte del Consiglio nazionale del Notariato

Il mercato immobiliare stravolto dal Covid-19. Diminuisce la domanda e, di conseguenza, anche il prezzo della case scende drasticamente. Secondo le statistiche, in provincia di Palermo si registra un crollo della domanda tra il 43 e il 47%.

Il mese di marzo è stato un mese da dimenticare per il mercato immobiliare italiano a causa del lockdown e della grave crisi economica. A soffrire anche il mattone. A Roma, Napoli, Bari e Pa-lermo si registrano flessioni tra il 43% e il 47% circa.

I numeri provengono dai Dati statistici notarili da parte del Consiglio nazionale del Notariato. È stata eseguita una analisi sull’andamento delle compravendite immobiliari e di prestiti e mutui stipulati per l’acquisto di una casa o altri immobili.

Dal campione emerge un crollo generalizzato del mercato immobiliare nel mese di marzo. In particolare il calo delle compravendite di fabbricati abitativi (case e pertinenze) si attesta intorno ad un -25% a Bologna e Firenze, fino a riduzioni di oltre il 50% a Milano, cui spetta il record negativo (dovuto anche alla chiusura a singhiozzo delle conservatorie dei registri immobiliari), e a Verona. A Roma, Napoli, Bari e Palermo si registrano flessioni tra il 43% e il 47% circa.

Per quanto concerne i mutui sempre a Milano si registra il calo maggiore con -54,5%, seguita da Verona -45,5%, Napoli -41,2%, Bari -40,7%, Palermo -39,2%, Roma e Torino -35,1%. Firenze (-11,1%) e Bologna (-13,6%) registrano i cali minori.

Decisamente disomogeneo l’andamento delle surroghe che – con numeri bassi in senso assoluto che influenzano quindi le oscillazioni in percentuale – vede inaspettatamente segnare un aumento di oltre il 66% a Firenze e del 27,6% a Bologna, rispetto ad una riduzione del 44,3% a Bari e di oltre il 53% a Cagliari.

A Palermo sono calati i mutui ipotecari del 39,2% e le surroghe del 3,6%. Quanto alle compravendite di beni immobili (fabbricati abitativi) sono diminuite del 45,6%, mentre quelle dei beni immobili strumentali del 53,8%. Sul fronte dei terreni si è registrato un calo del 76,6% per quanto riguarda il settore agricolo e del 59,4% per i terreni edificabili.