La Regione Siciliana ha fatto il primo passo per riaprire la spiaggia di Mondello alla balneazione organizzata nella stagione 2026. Con il decreto assessoriale n. 64/Gab firmato il 16 marzo 2026 dall’assessore al Territorio e all’Ambiente, Giuseppa Savarino, sono state individuate le aree del demanio marittimo da destinare ad attività turistico-ricreative e sportive, in attesa che venga indetta la procedura pubblica di assegnazione.
Cosa prevede il decreto
Il provvedimento non assegna ancora niente a nessuno. Si limita a delimitare le aree interessate, identificate in una planimetria allegata al decreto stesso, e ad autorizzare alcune modifiche procedurali rispetto alle regole ordinarie, «vista l’eccezionalità del caso e il prestigio e la vastità della spiaggia di Mondello». L’assegnazione vera e propria avverrà con un successivo avviso pubblico del Dipartimento Regionale dell’Ambiente.
Lo strumento scelto è quello delle autorizzazioni di durata breve: un istituto che consente l’uso temporaneo di porzioni di demanio marittimo — non superiori a mille metri quadrati ciascuna — per un periodo massimo di novanta giorni, non prorogabili e non riproponibili nello stesso anno solare. La base normativa è l’articolo 1, comma 1 quater della legge regionale n. 15 del 2005.

Perché si è arrivati a questo punto
A monte c’è la decadenza delle concessioni storicamente in capo alla società Mondello Immobiliare Italo Belga S.A., dichiarata con decreto dirigenziale n. 384 del 26 febbraio 2026. La società gestiva da decenni due concessioni demaniali: la principale, rilasciata nel 1992 e successivamente ampliata a 36.000 metri quadrati di suolo demaniale, e una seconda del 2008 per 3.000 metri quadrati di specchio acqueo destinati a corridoio remo-velico.
A seguito della decadenza, la società ha presentato ricorso al TAR con istanza di sospensiva, notificato alla Regione il 12 marzo 2026. Proprio questo ricorso introduce un elemento di incertezza che il decreto non nasconde: l’Amministrazione regionale si riserva esplicitamente di revocare il decreto e le eventuali assegnazioni nel caso in cui il TAR accogliesse la sospensiva o si pronunciasse in favore della società ricorrente. In quella eventualità, chi avesse già ottenuto un’autorizzazione non potrà avanzare pretese risarcitorie nei confronti della Regione.
Il nodo del Piano di utilizzo del demanio
C’è anche un altro ostacolo di fondo: il Comune di Palermo non ha ancora adottato il Piano di utilizzo del demanio marittimo (PUDM), pur avendo ottenuto nel novembre 2025 l’attestazione di coerenza con le linee guida regionali. Senza quel piano approvato dal Consiglio Comunale, la normativa vigente non consente il rilascio di nuove concessioni ordinarie. Le autorizzazioni brevi rappresentano quindi la strada percorribile nell’immediato, nell’attesa che l’iter pianificatorio si completi.
«Stiamo ponendo le basi per il futuro della spiaggia di Mondello. Abbiamo agito in tempi rapidissimi per arrivare al decreto che individua le aree demaniali e al contestuale avviso per la loro assegnazione: in questo modo assicuriamo regole chiare e trasparenza amministrativa, privilegiando quelle società in grado di garantire servizi di qualità agli utenti e attenzione al territorio. Anche a Palermo si liberano nuove energie, le imprese potranno trovare un’importante opportunità di sviluppo, investendo nella tutela, nella valorizzazione e nella fruibilità di un bene così prezioso per il territorio siciliano». Lo dichiara l’assessore regionale al Territorio e all’ambiente, Giusi Savarino.

