La Protezione Civile ha alzato il livello di guardia sulla Sicilia. Da domani mattina, a partire dalle ore centrali della giornata, il versante orientale dell’isola finirà sotto il tiro di una perturbazione che si annuncia intensa. Allerta arancione su gran parte del territorio siciliano, con i settori ionici e orientali nel mirino dei fenomeni più violenti. A Mascali, nel Catanese, il sindaco ha già firmato l’ordinanza: scuole chiuse.
Non si tratta della solita pioggia primaverile. Il bollettino parla chiaro: rovesci di forte intensità, grandinate, raffiche di vento e intensa attività elettrica. Le precipitazioni saranno sparse nella prima fase, poi diventeranno diffuse e insistenti proprio sulle aree che meno ne avrebbero bisogno — quelle già provate dalle ondate di maltempo dei mesi scorsi.
Chi rischia di più
L’allerta arancione copre la fetta più ampia della Sicilia, con il livello di attenzione massimo concentrato tra le province di Catania, Messina e Siracusa. Qui i temporali potranno assumere carattere di nubifragio, con accumuli significativi in poche ore e il rischio concreto di allagamenti nelle zone urbane e lungo i corsi d’acqua a regime torrentizio.

Sul resto dell’isola l’allerta è gialla: pioverà, ma senza gli eccessi previsti sul versante ionico.
Il quadro non riguarda solo la Sicilia. La Calabria è in allerta arancione, la Basilicata e parte della Puglia in gialla. Un fronte largo che investirà tutto il Sud nella giornata di domani.
Mascali chiude le scuole
Il primo comune a muoversi è stato Mascali, alle pendici dell’Etna. Il sindaco non ha aspettato l’ultimo bollettino: scuole di ogni ordine e grado chiuse per la giornata di domani. Una decisione prudente, considerando che il territorio mascalese è particolarmente esposto ai fenomeni alluvionali quando le piogge si concentrano sui versanti orientali del vulcano.
Nelle prossime ore altri sindaci della Sicilia orientale potrebbero seguire la stessa strada. L’invito della Protezione Civile è sempre lo stesso: monitorare gli aggiornamenti, evitare gli spostamenti non necessari, tenersi lontani da sottopassi, argini e zone costiere.
Cosa fare
Il Dipartimento della Protezione Civile aggiorna quotidianamente il quadro delle criticità sul proprio sito ufficiale. Le strutture territoriali restano in contatto costante con Roma per seguire l’evoluzione dei fenomeni e attivare, se necessario, misure di prevenzione ulteriori.
Chi vive nelle aree sotto allerta arancione farebbe bene a non prendere sottogamba l’avviso. Le grandinate e le raffiche di vento possono creare danni anche dove non piove forte. Mettere al riparo oggetti sui balconi, evitare di parcheggiare sotto gli alberi, tenere il telefono carico. Piccole precauzioni che, quando il cielo si chiude, fanno la differenza.

