In campo 60 fototrappole

Rifiuti sulla Palermo-Sciacca, la fototrappola dell’Anas becca il furbetto

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Il giorno prima la carreggiata era pulita, la mattina dopo c’erano i rifiuti. In mezzo, un pomeriggio di fine ottobre e una fototrappola dell’Anas che avrebbe ripreso il veicolo usato per lo scarico abusivo lungo la statale 624, la Palermo-Sciacca, alle porte del capoluogo. Ora si lavora per dare un nome a chi era alla guida.

Quel dettaglio che ha ristretto il campo

Tutto ruota attorno al 27 ottobre. Intorno alle 17.30 le telecamere hanno inquadrato il mezzo all’altezza del chilometro 1,400, sulla carreggiata destra. Il mattino seguente, durante un normale giro di sorveglianza, il personale della società ha trovato il materiale abbandonato. Nella perlustrazione dello stesso tratto, il giorno precedente, non c’era traccia di rifiuti: un confronto che ha permesso di circoscrivere con precisione la finestra temporale dello scarico.

Dalla segnalazione alle immagini

A quel punto gli operatori hanno chiesto aiuto alla Sala operativa compartimentale, che ha passato al setaccio le registrazioni dei dispositivi e ha isolato il veicolo che potrebbe essere stato impiegato per liberarsi dei rifiuti. Si parla, per ora, di un mezzo sospettato: l’identità del responsabile resta da accertare.

E adesso cosa succede?

Immagini e documentazione fotografica passeranno alle autorità competenti, che dovranno verificare le responsabilità e applicare le sanzioni previste. Sul tavolo anche l’ipotesi di un possibile danno ambientale.

Oltre 60 occhi elettronici nel Palermitano

Quello della Palermo-Sciacca non è un caso isolato. Nel solo territorio palermitano l’Anas ha attive più di 60 fototrappole, pensate per scoraggiare gli abbandoni illeciti e risalire a chi li compie. Il tratto in questione, del resto, era già stato oggetto di interventi nei mesi scorsi: operazioni di pulizia e ripristino del decoro sia lungo la statale sia nelle piazzole di sosta all’ingresso della città. Lavori che richiedono uomini, mezzi e denaro, e che un nuovo scarico abusivo può cancellare in poche ore.

L’azienda lo ha messo in chiaro con un avvertimento rivolto a chi usa le piazzole come discariche: «Abbandonare rifiuti lungo le strade e nelle piazzole di sosta non significa agire nell’anonimato. Le aree vengono monitorate e le immagini possono consentire di individuare i responsabili». Sorveglianza e prevenzione, assicura, proseguiranno lungo la rete, d’intesa con le autorità.

Perché ogni sacco, ogni ingombrante lasciato a bordo strada, alla fine, ha un conto: lo paga la collettività, con i costi della bonifica.

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