Finita l'angoscia

Palermo, ritrovato dopo 11 giorni il 31enne scomparso da Cruillas

Segui Diretta Sicilia su Google: aggiungici alle fonti preferite

Palermo, ritrovato dopo 11 giorni il 31enne scomparso da Cruillas
Foto: Facebook

Si è conclusa nelle ultime ore la vicenda di Alessandro Pirrotta, il 31enne palermitano che da undici giorni risultava scomparso dal quartiere Cruillas, a Palermo. Gli agenti della Polizia lo hanno individuato e hanno immediatamente avvertito la famiglia, mettendo fine a una ricerca cominciata lo scorso 19 ottobre e vissuta dai suoi cari con crescente angoscia.

A dare notizia del ritrovamento è stata la madre del giovane, Grazia La Placa, che nei giorni scorsi si era rivolta più volte alla redazione del Quotidiano di Palermo per lanciare appelli pubblici nella speranza di riavere notizie del figlio. «Mio figlio Alessandro Pirrotta è stato ritrovato dalla Polizia. Si trova in stato confusionale e adesso lo stiamo accompagnando in ospedale», ha dichiarato la donna subito dopo aver appreso la notizia, con un misto di sollievo e preoccupazione per le condizioni del figlio.

Come è scomparso il 31enne

La scomparsa di Alessandro risale al 19 ottobre scorso. Quella mattina il giovane era uscito di casa come di consueto per recarsi al lavoro, senza che nulla lasciasse presagire quanto sarebbe accaduto nelle ore successive. Al termine del turno aveva poi contattato telefonicamente la madre, annunciandole l’intenzione di passare in ospedale per fare visita a una nipotina ricoverata. Da quel momento, però, ogni contatto con lui si era improvvisamente interrotto: il telefono risultava irraggiungibile e nessuno dei familiari era più riuscito a sapere dove si trovasse né cosa gli fosse successo.

Da lì sono partite le ricerche, condotte sia dai familiari sia dalle forze dell’ordine, in un clima di apprensione crescente per un allontanamento che appariva del tutto incoerente con le abitudini quotidiane del giovane. I giorni successivi sono trascorsi tra il silenzio e l’attesa, con la famiglia costretta a fare i conti con l’assenza di qualsiasi notizia e con il timore, ora dopo ora, che il tempo che passava potesse complicare ulteriormente la situazione.

L’appello della famiglia e la fine dell’attesa

Nei giorni successivi alla scomparsa, Grazia La Placa aveva deciso di rendere pubblica la vicenda, raccontando ai colleghi del Quotidiano di Palermo la routine quotidiana del figlio e ribadendo la propria apprensione per un silenzio che si protraeva senza alcuna spiegazione plausibile. L’obiettivo, secondo quanto riferito dalla donna, era quello di raggiungere chiunque potesse avere informazioni utili a ritrovarlo, in un momento in cui la famiglia si sentiva sempre più impotente di fronte al vuoto di notizie.

L’appello, rilanciato a più riprese nei giorni scorsi, ha infine trovato risposta. La Polizia ha rintracciato Alessandro e ha avvisato tempestivamente i familiari, che hanno così potuto riabbracciarlo dopo undici giorni di assenza e di incertezza. Il giovane, secondo quanto riferito dalla madre, si trovava in stato confusionale al momento del ritrovamento, una circostanza che ha reso necessario il trasporto immediato in ospedale per gli accertamenti del caso.

Cosa resta da chiarire

Restano ancora da ricostruire nel dettaglio le circostanze che hanno portato Alessandro ad allontanarsi da casa e a interrompere ogni contatto con i familiari per oltre una settimana. Al momento non è ancora chiaro dove il 31enne abbia trascorso questi giorni, né cosa gli sia accaduto nell’intervallo di tempo compreso tra la telefonata alla madre e il ritrovamento da parte degli agenti. Su questi aspetti, verosimilmente, potranno fare chiarezza i prossimi accertamenti sanitari e gli approfondimenti della famiglia stessa.

Per i familiari, in ogni caso, la priorità resta ora un’altra: garantire ad Alessandro tutte le cure e l’assistenza necessarie, dopo giorni vissuti nell’incertezza più totale e nella paura di non riavere più sue notizie. Il ritrovamento chiude così una vicenda che per oltre una settimana aveva tenuto con il fiato sospeso quanti conoscevano il giovane, restituendo alla famiglia Pirrotta la serenità che fino a poche ore prima sembrava ormai perduta. Resta, come spesso accade in casi simili, la volontà della famiglia di tutelare in questa fase la riservatezza del figlio, concentrando ogni energia sul suo recupero fisico e psicologico piuttosto che sulla ricostruzione pubblica di quanto accaduto nei giorni della sua assenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L’autore

Redazione centrale di Diretta Sicilia. Il team di giornalisti e collaboratori che ogni giorno racconta la Sicilia in tempo reale: cronaca, politica, economia, sport e cultura dalle nove province dell'isola.

Tutti gli articoli di Redazione Sito web Facebook

Torna in alto