Record per benzina e gasolio in Sicilia, è la regione più cara d’Italia

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I siciliani continuano a sostenere prezzi dei carburanti superiori alla media nazionale, con pesanti ricadute sui bilanci delle famiglie, sui lavoratori, sui pendolari e sulla competitività delle imprese.

È la denuncia del Codacons alla luce degli ultimi dati ufficiali pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Secondo un’elaborazione del Codacons sui dati ufficiali del MIMIT, aggiornati e pubblicati nella mattinata di oggi, la Sicilia continua a registrare prezzi dei carburanti superiori alla media nazionale. Nell’Isola il gasolio self si attesta a 2,173 euro al litro, contro una media italiana di 2,141 euro, mentre la benzina self raggiunge 1,977 euro al litro, rispetto a una media nazionale di 1,957 euro.

“Questi dati confermano una penalizzazione economica che si ripercuote quotidianamente sui cittadini siciliani – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – In Sicilia l’automobile rappresenta spesso un mezzo indispensabile per raggiungere il posto di lavoro, gli ospedali, le scuole e i servizi essenziali, anche a causa delle carenze del trasporto pubblico e dei collegamenti interni. Per questo ogni aumento del costo dei carburanti assume nell’Isola un peso sociale ed economico ancora più grave.”

Il divario rispetto alla media nazionale non incide soltanto sulla spesa sostenuta dagli automobilisti. L’aumento dei costi di trasporto rischia infatti di trasferirsi sui prezzi dei beni e dei servizi, comprimendo ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie e penalizzando le attività produttive siciliane.

Particolarmente preoccupante è la situazione nelle isole minori siciliane, dove i costi legati all’approvvigionamento e alla distribuzione possono aggravare ulteriormente il prezzo dei carburanti, con conseguenze rilevanti per residenti, lavoratori, imprese e operatori turistici. Una condizione che rischia di trasformare l’insularità in un ulteriore fattore di disuguaglianza economica e territoriale.

Il Codacons chiede al Governo, al MIMIT e alle autorità competenti di approfondire le cause dei livelli di prezzo registrati in Sicilia, verificando le dinamiche della filiera distributiva e la formazione dei listini praticati agli automobilisti. L’associazione sollecita controlli capillari, maggiore trasparenza e un monitoraggio specifico dei prezzi nelle isole minori siciliane, così da individuare eventuali situazioni di particolare criticità e adottare misure adeguate a tutela di cittadini e imprese.

“I siciliani non possono continuare a sopportare un divario di prezzo che penalizza l’Isola rispetto al resto del Paese. Servono risposte concrete, controlli effettivi e interventi capaci di garantire condizioni più eque, perché il diritto alla mobilità non può dipendere dal territorio in cui si vive”. – conclude Francesco Tanasi.

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