Un dispositivo interforze ha fatto irruzione contemporaneamente in diverse società di smaltimento rifiuti della provincia di Palermo. Al termine dei controlli, novanta lavoratori identificati e otto tipologie di violazioni contestate ai datori di lavoro.
L’operazione, scattata su richiesta della Prefettura sollecitata dalle organizzazioni sindacali, ha coinvolto un fronte investigativo ampio: NIL dei Carabinieri di Palermo, Nucleo operativo del Comando Gruppo Tutela Lavoro, Direzione Regionale INPS, Direzione Regionale INAIL di Palermo e Catania, ASP-Spresal, Nucleo Operativo Ecologico CC, N.I.P.A.F., ARPA e Vigili del Fuoco del Comando Provinciale. A supportare l’accesso ispettivo, un ingente contingente dell’Arma proveniente dal Reparto Territoriale di Termini Imerese e dalla Compagnia di Cefalù.
L’obiettivo dichiarato era verificare le condizioni dei lavoratori impiegati negli stabilimenti dove vengono trattati plastica e rifiuti di vario genere, con particolare attenzione al rispetto delle norme di salute e sicurezza sul lavoro.
Le ispezioni hanno fatto emergere un quadro di criticità diffuse. Gli accertatori hanno rilevato carenze nella segnaletica orizzontale e verticale, oltre a inosservanze — in alcuni casi assenza totale — delle prescrizioni previste nei titoli abilitativi per la gestione dei rifiuti.
Tra le altre violazioni contestate: materiali ingombranti lasciati nelle vie di circolazione, attrezzature non conformi in uso, demolizioni di manufatti prive delle autorizzazioni necessarie con conseguente riutilizzo illecito, mancate misure antincendio e omessa revisione dei dispositivi di sicurezza e dei presidi contro i rischi elettrici.
Le sanzioni contravvenzionali elevate ammontano complessivamente a 21.200 euro. I datori di lavoro coinvolti sono stati inoltre denunciati all’Autorità Giudiziaria di Termini Imerese.
I profili di impiego dei 90 lavoratori identificati restano ora al vaglio degli organi di vigilanza, che proseguiranno gli approfondimenti sulle diverse società coinvolte nell’accertamento.
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