“Un giovane siciliano in gamba che oggi decide di andarsene fa benissimo. Se hai ambizione, perché dovresti restare in un posto che non ti offre opportunità? Ottant’anni di pioggia di denaro pubblico hanno solo drogato il territorio e arricchito la burocrazia. Continuo a pensare che in questi decenni siano stati trasferiti miliardi e miliardi di risorse, prima con la Cassa del Mezzogiorno e poi in altre forme. Ma queste risorse hanno davvero diminuito i divari con il Nord? La verità è che hanno alimentato una classe dirigente, politica e imprenditoriale, che vive solo di sussidi pubblici”. Lo afferma il giornalista *Nicola Porro*, direttore responsabile del giornale Nicolaporro.it, in un’intervista al Quotidiano di Sicilia, a firma di Antonino Lo Re, in vista dell’undicesima edizione de “LaRipartenza, liberi di pensare”, che si terrà a Maratea, in Basilicata, dal 17 al 19 luglio 2026.
“L’errore – aggiunge – è stato riempire d’oro la Sicilia. Questa continua idropisia di denaro pubblico ha solo alimentato burocrazia, politica e malaffare, senza risolvere i nodi strutturali. Le infrastrutture siciliane oggi dovrebbero funzionare alla perfezione. Invece siamo ancora qui a parlarne”.
Secondo Porro, ad esempio, “il Ponte sullo Stretto unirà un’isola straordinaria alla grande rete metropolitana d’Italia che arriva a Reggio Calabria. Se non si fa l’ultimo pezzo, significa fermarsi a un passo dal traguardo: siamo matti? Qualsiasi imprenditore sa che è l’offerta a creare la domanda. È ridicolo che si stia ancora a discutere di quest’opera: si doveva fare trent’anni fa”.
A livello nazionale, osserva ancora Porro, “questo governo dovrebbe agire con più coraggio sulla sburocratizzazione, sulla deregulation. Meno leggi, meno regole. Serve una rivoluzione liberale. Non basta tagliare il cuneo fiscale, che è una misura complessa: si può fare una riduzione radicale delle regole a costo zero. L’unica strada percorribile è tagliare contemporaneamente la spesa pubblica e le tasse. Le due cose devono andare di pari passo” conclude.
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