Morì dopo intervento nonostante l’infezione, Policlinico dovrà risarcire 1,3 milioni

Oltre 1,3 milioni per un errore medico al Policlinico di Catania. Operata con un'infezione, morì dopo 40 giorni di agonia.
lettura in 2 minuti

Quaranta giorni di lucida agonia prima del buio. Una sofferenza che oggi trova un riconoscimento giudiziario pesante: il Tribunale di Catania ha condannato il Policlinico universitario a risarcire con oltre 1,3 milioni di euro i familiari di una donna deceduta nel 2015. La sentenza della Quinta sezione Civile mette la parola fine a una vicenda segnata da una gestione clinica definita dai periti come gravemente negligente.

Al centro del caso, un intervento urologico di ureterolitotrissia che non doveva essere eseguito. Secondo quanto emerso dalla consulenza tecnica d’ufficio, i medici procedettero con l’operazione nonostante gli esami pre-operatori parlassero chiaro: era in corso un’infezione urinaria. Quella condizione clinica avrebbe imposto il rinvio dell’intervento fino alla completa guarigione della paziente. Invece, si andò avanti.

Subito dopo l’uscita dalla sala operatoria, il quadro clinico è precipitato in una spirale inarrestabile. L’infezione si è trasformata in una severa sepsi, aggravata da emorragie interne che hanno tormentato la donna per settimane. I giudici hanno riconosciuto ai familiari non solo il danno per la perdita del rapporto parentale, ma anche il cosiddetto “danno terminale”, legato alla consapevolezza della vittima durante le sue ultime settimane di vita.

L’azione legale è stata portata avanti dall’avvocato Manfredi Zammataro, segretario regionale di Codici Sicilia. “Questa sentenza restituisce dignità e giustizia a una famiglia distrutta”, commenta il legale, sottolineando come il rispetto rigoroso delle linee guida non sia un optional, ma l’unico argine tra la cura e la tragedia.

Continua a leggere le notizie di DirettaSicilia, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale News Sicilia
Nessun commento