Sanità d’eccellenza in Sicilia: l’ISMETT di Palermo capofila nei trapianti combinati

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L’inizio del 2026 segna un importante traguardo per la chirurgia dei trapianti in Sicilia. Presso l’IRCCS ISMETT di Palermo sono stati già eseguiti due complessi trapianti combinati di fegato e rene su pazienti dell’isola. Un risultato che non rappresenta un episodio isolato, ma il frutto di una rete regionale dei trapianti ormai consolidata e altamente efficiente. Al momento, altri quattro pazienti sono in lista d’attesa attiva per ricevere questo delicatissimo intervento simultaneo.

Il trapianto combinato è una procedura chirurgica di altissima complessità, indicata per pazienti affetti da insufficienza terminale di due organi diversi. Come sottolineato dal Prof. Salvatore Gruttadauria, Direttore del Programma di Chirurgia Addominale e Trapianto d’Organo di ISMETT, questi pazienti sono estremamente fragili: il deterioramento simultaneo di due sistemi vitali richiede un monitoraggio costante e cure altamente specializzate.

Oltre alle difficoltà cliniche, esiste una sfida logistica legata all’allocazione delle risorse: reperire due organi compatibili dallo stesso donatore è un processo complesso che richiede una gestione impeccabile della rete dei donatori.
Una casistica da record: 70 interventi nella storia dell’Istituto

L’esperienza palermitana si fonda su basi solide. Ad oggi, l’ISMETT ha eseguito complessivamente 70 trapianti combinati, distinguendosi per la varietà e il successo degli interventi: 38 trapianti di fegato e rene; 25 di rene e pancreas; 4 di cuore e rene; 3 di fegato e polmone.

Questi numeri collocano l’Istituto ai vertici della specializzazione internazionale. Non a caso, i dati relativi ai trapianti addominali saranno protagonisti al prossimo Congresso Mondiale della Società Internazionale del Trapianto di Fegato (ILTS), in programma a maggio in Svizzera.

Il successo di queste procedure salvavita è garantito dall’impiego di tecnologie d’avanguardia, come le moderne macchine di perfusione che ottimizzano la conservazione degli organi e riducono i rischi operatori. Fondamentale è anche l’approccio multidisciplinare dei team coinvolti, capaci di gestire le criticità di pazienti con quadri clinici severi. “Ogni trapianto combinato riuscito – conclude il prof. Gruttadauria – è la prova tangibile che la sanità siciliana è in grado di offrire risposte di qualità ed eccellenza a chi affronta le sfide più difficili”.


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