Lasci lo scontrino del Bancomat allo sportello e parte la truffa, segnalate frodi in Sicilia

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C’è un nuovo tipo di frode che si sta diffondendo in particolare nel sud Italia, nota come “truffa dello scontrino bancomat”, semplice ma estremamente insidiosa che, dopo essere stata documentata in Puglia, ha registrato segnalazioni anche in Sicilia, nel Palermitano, nel Catanese e nel Siracusano. A denunciarlo è Gabriele Urzì dirigente nazionale Fabi e rappresentante salute e sicurezza Fabi Palermo, esperto in sicurezza bancaria, che da anni monitora l’evoluzione delle frodi legate ai servizi finanziari. “Sembra incredibile che nel 2026 si possa ancora cadere vittima di una truffa basata su uno scontrino cartaceo, ma purtroppo accade. Anche in Sicilia abbiamo ricevuto segnalazioni di utenti contattati da finti operatori bancari che utilizzavano dati ricavati dagli scontrini lasciati nei bancomat. Il fenomeno è stato portato all’attenzione della cronaca da truffa.net, portale specializzato nell’analisi delle frodi digitali e finanziarie, che ha descritto le modalità operative dei truffatori e l’espansione del raggiro nel Sud Italia”.

Come funziona la truffa dello scontrino Bancomat

“I truffatori recuperano gli scontrini dei prelievi lasciati dagli utenti allo sportello bancomat e agiscono in due modi. Prima abbinano i dati dello scontrino ad altre informazioni già in loro possesso, cercando di ricostruire l’identità del titolare e ottenere accesso al conto. Successivamente fingendosi operatori della banca e grazie ai dati parziali riportati sulla ricevuta — data, orario, importo, ultime cifre della carta, saldo residuo, tipo di operazione effettuata – contattano la vittima e chiedono conferma di alcune informazioni “per sicurezza”. Questi dati, presi singolarmente, non permettono di svuotare un conto, ma rendono credibile la telefonata del truffatore, che può citare dettagli reali. Attraverso tecniche di “social engineering”, che consistono nell’utilizzo, da parte dei pirati informatici, di metodi che hanno come scopo quello di ottenere informazioni personali tramite l’inganno, rendono credibile la telefonata e inducono l’utente a fornire informazioni sensibili, fino a consentire l’accesso al conto corrente. Il punto debole non è la tecnologia, ma la psicologia e i truffatori sfruttano paura e fiducia e bastano pochi dettagli reali per convincere soprattutto le persone anziane che si tratti davvero della banca.”

I consigli per difendersi

“Al fine di non cadere nella trappola si devono seguire alcune regole fondamentali di sicurezza. Non lasciare mai lo scontrino allo sportello ma conservarlo o distruggerlo immediatamente o non richiederlo proprio; non fornire mai dati personali o bancari al telefono perché le banche non li chiedono in nessuna circostanza; attivare le notifiche tramite sms o app per monitorare in tempo reale i movimenti del conto. Infine, in caso di dubbi, chiudere la chiamata e contattare direttamente la banca tramite i canali ufficiali”.

Un fenomeno che richiede attenzione

“La Sicilia non è immune a queste frodi e le segnalazioni che abbiamo raccolto confermano che il fenomeno si sta diffondendo anche nella nostra regione. Serve un ulteriore sforzo di informazione, soprattutto verso gli anziani e le categorie più vulnerabili nonché l’installazione di appositi avvisi in prossimità degli Atm. Come sindacato continueremo a sensibilizzare i cittadini e a collaborare con le banche per rafforzare le misure di tutela in quanto la prevenzione res

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