
Il dolore si mescola alla rabbia nelle parole dei familiari di Giovanna Oddo, la donna di 95 anni rimasta uccisa nel terribile schianto sulla Palermo-Agrigento. Quello che doveva essere un normale tragitto per raggiungere il centro dialisi si è trasformato nell’ennesima tragedia su un’arteria stradale tristemente nota come la “strada della morte”.
La vittima, residente a Villafrati, era consapevole dei rischi che correva ogni volta che si metteva in viaggio. “Mia madre andava a fare la dialisi un giorno sì e un giorno no”, ha raccontato la figlia ai microfoni del Tgr Sicilia. “Sapeva perfettamente il pericolo che correva partendo da Villafrati. Mi diceva sempre: ‘Che il Signore aiuti noi e aiuti voi'”. Una sorta di preghiera laica prima di affrontare un percorso che, per molti residenti della zona, somiglia più a una sfida alla sorte che a un collegamento stradale.
Non è solo il dolore di una figlia a gridare giustizia. Altri familiari puntano il dito contro le condizioni strutturali della scorrimento veloce, evidenziando una criticità cronica legata al meteo. “Ogni volta che piove, qui si verifica un incidente”, denuncia un parente della vittima. “È sistematico”.
Le testimonianze raccolte dopo il sinistro, che ha visto complessivamente tre persone perdere la vita, riaccendono prepotentemente il dibattito sulla messa in sicurezza di un tratto stradale che continua a mietere vittime nonostante i ripetuti appelli dei sindaci e delle comunità locali.



