I carabinieri hanno dato il via a un blitz coordinato dalla Procura di Agrigento: una serie di perquisizioni tra aziende, abitazioni e depositi ha fatto emergere quello che sembra essere un vero e proprio giro di contraffazione alimentare nel mercato dell’olio. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, olio di semi sarebbe stato trasformato in finto olio extravergine d’oliva grazie all’aggiunta di clorofilla, sostanza che ne alterava colore e consistenza. Il prodotto adulterato avrebbe poi raggiunto i mercati siciliani e calabresi in grosse quantità. Il blitz a Palma di Montechiaro, nell’Agrigentino.
A guidare le indagini sono stati i carabinieri del Reparto tutela agroalimentare, affiancati dai colleghi del Comando provinciale di Agrigento, sotto la direzione del pm Annalisa Failla. Le accuse sono pesanti: associazione a delinquere, truffa, riciclaggio e alterazione della composizione degli alimenti.
Durante le perquisizioni, effettuate anche in garage e magazzini, sono stati trovati quasi mezzo milione di euro in contanti, che secondo gli inquirenti deriverebbero dai profitti illeciti. Sequestrati anche migliaia di litri di olio di semi, quantità rilevanti di clorofilla per le miscele, dispositivi elettronici e un quaderno di contabilità che tracciava le operazioni sospette.
Non solo. Nel corso dei controlli sono saltate fuori pure cisterne con gasolio detenuto illegalmente, altro tassello dell’indagine che ora dovrà chiarire l’intera portata del sistema scoperto.
Sotto inchiesta ci sono 24 persone e diverse società. Per dimensioni e ramificazioni territoriali, questa operazione rappresenta uno degli interventi più importanti degli ultimi anni nella lotta alle frodi alimentari in provincia di Agrigento, a difesa dei consumatori e di un settore strategico come quello dell’olio d’oliva siciliano.



