Strage di Monreale, chiuse le indagini per i tre dello Zen: rischiano l’ergastolo

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Si avvia verso l’aula di tribunale il procedimento sulla carneficina di Monreale, la sparatoria che il 27 aprile dello scorso anno trasformò le celebrazioni per il Santissimo Crocifisso in un campo di battaglia. La Procura ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini a carico di Salvatore Calvaruso (19 anni), Samuel Acquisto (18) e Mattias Conti (20). I tre giovani, tutti residenti nel quartiere Zen di Palermo e attualmente detenuti, devono rispondere dell’accusa di strage: un reato che potrebbe costare loro la pena dell’ergastolo.

I fatti risalgono a una notte di follia collettiva scaturita davanti al bar 365 di via Benedetto D’Acquisto. Quella che era iniziata come una rissa tra la folla è degenerata in un agguato a colpi di pistola ad altezza d’uomo, nonostante la presenza di centinaia di passanti. Il bilancio fu tragico: morirono Salvatore Turdo, Massimo Pirozzo e Andrea Miceli, mentre altri due giovani rimasero feriti.
Secondo la ricostruzione dei magistrati, Calvaruso e Conti sarebbero stati i materiali esecutori del fuoco, mentre Samuel Acquisto avrebbe avuto il ruolo di istigatore, incitando i compagni a sparare per poi favorire la fuga a bordo di una Bmw Gs nera. Oltre al reato di strage, ai tre vengono contestati la rissa aggravata e il porto illegale di armi.

Nell’inchiesta emerge anche la figura di un quarto indagato, Michele Acquisto (20 anni), cugino di Samuel. La sua posizione è stata stralciata in un fascicolo autonomo: gli investigatori dell’Arma dei Carabinieri lo ritengono responsabile delle fasi iniziali del conflitto, ovvero delle scintille che hanno innescato la violenta escalation culminata nel triplice omicidio.

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