È da poco approdato in libreria “Ti posso chiamare fratello?”, il libro dei giornalisti Alessandra Turrisi e Roberto Puglisi che ripercorre la storia del missionario laico Biagio Conte, fondatore della Missione Speranza e Carità di Palermo, recentemente scomparso.
Un uomo che ha lasciato il segno
Pubblicato da San Paolo Edizioni e disponibile dal 13 dicembre, il volume racconta la vicenda umana e spirituale di quest’uomo straordinario che ha dedicato la sua vita agli ultimi, diventando un punto di riferimento per i più poveri e bisognosi. Le sue battaglie non violente hanno segnato la Chiesa e la società, lasciando un’eredità preziosa da custodire.
La missione di Speranza e Carità
Quando si parla di Biagio Conte a Palermo, non si indica solo quell'”inutile servo” dagli occhi limpidi, ma si fa riferimento anche alla Missione da lui fondata, un luogo di accoglienza e speranza per gli emarginati. Tre comunità principali più satelliti in Sicilia, ricavate in edifici abbandonati e restituiti alla vita grazie al suo impegno instancabile.
La prefazione dell’Arcivescovo di Palermo
La prefazione del volume è firmata da mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, che ricorda il forte legame con fratel Biagio e il comune impegno per una Chiesa povera, vicina agli ultimi. Le sue parole rimarcano l’eredità spirituale lasciata da quest’uomo straordinario.
Un modello ancora attuale
“Ti posso chiamare fratello?” è un libro che fa rivivere la testimonianza luminosa di Biagio Conte, una figura che continua a parlarci con il suo esempio di dedizione agli altri. Un modello di vita cristiana mai così necessario e attuale.



