Epocale scoperta a Selinunte: è “la Pompei del Mediterraneo”

Un ritrovamento eccezionale che riscriverà la storia e la topografia dell’antica Selinus

Clamorosa novità dagli scavi di Selinunte, in Sicilia. Durante alcuni lavori di pulizia nella zona dell’acropoli è riemersa una monumentale struttura in blocchi di pietra che potrebbe rappresentare una parte del leggendario porto della colonia greca, uno dei principali centri commerciali del Mediterraneo in epoca classica.

Si tratta di un ritrovamento eccezionale che riscriverà la storia e la topografia dell’antica polis, gettando nuova luce sui suoi scambi via mare con il resto del mondo greco. La struttura, lunga 15 metri e alta circa 2, è composta da enormi blocchi perfettamente squadrati, impilati per formare una facciata possente. Secondo gli archeologi potrebbe far parte di una banchina o di un molo portuale, oppure dei resti di un pontile o di una darsena per l’attracco delle imbarcazioni.

La scoperta è avvenuta per puro caso durante lavori di ripulitura della vegetazione nella foce del fiume Gorgo Cottone, dove è apparso improvvisamente l’angolo di un blocco sepolto sotto metri di sabbia. L’archeologa Linda Adorno, che stava supervisionando l’intervento, ha subito intuito l’eccezionalità della situazione e ha disposto scavi d’emergenza per portare alla luce l’intera struttura.

“È un ritrovamento di enorme rilevanza che riscriverà la storia di Selinunte” dichiara emozionata la dott.ssa Adorno, grande esperta della città antica. “Potrebbe trattarsi di una parte dell’antico porto, fiore all’occhiello della colonia greca e centro nevralgico dei suoi scambi commerciali nel Mediterraneo”.

Gli archeologi sono entusiasti: “È una scoperta che aspettavamo da anni” afferma il direttore del Parco Archeologico, Felice Crescente. “Aprirà nuovi scenari sulla topografia della città e sul suo ruolo strategico di emporio commerciale”.

La monumentale struttura sembra essere perfettamente allineata con il reticolo urbanistico della Selinunte greca, il che ne confermerebbe l’appartenenza all’impianto originario della polis. Inoltre, la sua posizione sulla riva del Gorgo Cottone indicherebbe un collegamento con il porto orientale, oggetto di recenti studi.

“È una parte integrante del sistema urbano greco, senza dubbio legata al traffico navale” spiega l’archeologo Dieter Mertens, massimo esperto della città. “Dovremo condurre nuove ricerche per definirne la funzione precisa, ma questa scoperta riscriverà la storia dell’antico porto di Selinunte”.

Già avviate analisi geosismiche per individuare altre possibili strutture sepolte, mentre l’Università di Palermo effettuerà rilevamenti sull’estensione della foce del Gorgo Cottone in epoca greca.

“È una scoperta che ci riempie d’orgoglio” dichiara l’assessore regionale ai Beni Culturali Francesco Paolo Scarpinato. “Conferma ancora una volta la Sicilia come scrigno inesauribile di tesori archeologici che testimoniano la nostra gloriosa storia millenaria”.

Il presidente Schifani si congratula con gli archeologi: “Investiremo risorse per riportare alla luce l’intero sito e valorizzarlo adeguatamente. Sarà una risorsa importante per lo sviluppo turistico della Sicilia”.

Insomma, una scoperta epocale che proietta nuova luce sulla storia della grande colonia dorica e che segnerà una svolta negli studi sull’urbanistica e l’economia della città. Gli archeologi sono in fibrillazione e già ribattezzano Selinunte “la Pompei del Mediterraneo”.

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