Furbetti del Superbonus 110% nel mirino della Guardia di Finanza e delle Procure

Crediti inesistenti, prezzi gonfiati ad arte e rischio riciclaggio della criminalità organizzata

Si aprono diverse inchieste sull’acquisto e la cessione dei crediti prodotti con Superbonus 110%, Sismabonus e altri bonus edilizi. La magistratura ha acceso un faro sulla possibilità d’infiltrazione di business criminali nel meccanismo di monetizzazione di crediti prodotti grazie agli interventi edilizi.

Sulla cessione dei crediti del Superbonus indaga la Guardia di Finanza

All’ombra dei bonus varati dal Governo si sarebbe infatti venuto a creare un presunto meccanismo che ha l’obiettivo di frodare il fisco. Su queste ipotesi ora stanno facendo luce i nuclei territoriali della Guardia di Finanza. I finanzieri stanno indagando su presunte forme di riciclaggio di denaro sporco e truffe aggravate ai danni dello Stato. In Sicilia, in particolare, questo business farebbe gola alla mafia. L’Agenzia delle Entrate starebbe già ricevendo parecchie segnalazioni e le informative della polizia giudiziaria starebbero già riempiendo i faldoni delle procure. Si legge in un articolo de Il Sole 24 Ore.

Quasi un miliardo di frodi

Le frodi già accertate ammonterebbero già a oltre 800 milioni di euro sui 12,7 miliardi di euro di detrazioni per cessione e sconto dei lavori edilizi ordinari. Ora, grazie al decreto Antifrodi,  la cifra è già salita a 950 milioni. Secondo quanto ricostruito, la finanza avrebbe messo gli occhi addosso a numerose cessioni di crediti inesistenti, riferite a interventi edilizi fittizi. Talvolta la cessione del credito sarebbe avvenuta anche citando cittadini ignari. Come se non bastasse, si indaga anche su presunti costi per interventi edili gonfiati ad arte per raggiungere la più alta soglia di bonus.

Inoltre i crediti fittizi possono essere oggetto di successiva cessione, allo scopo di monetizzarli. Su questo fenomeno indaga anche l’ente antiriciclaggio della Banca d’Italia. Il rischio è che ci sia «la presenza di cessionari dei crediti che pagano il prezzo della cessione con capitali di possibile origine illecita».

Risposte dell’Agenzia delle Entrate

Intanto arrivano dall’Agenzia delle Entrate le risposte ai primi quesiti sull’obbligo del visto di conformità e dell’asseverazione per esercitare l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito, come previsto dal Dl n. 157/2021 in materia di bonus diversi dal Superbonus. In particolare, nelle Faq appena pubblicate sul proprio sito internet, le Entrate rispondono ai dubbi di cittadini, imprese e professionisti su alcuni casi concreti analizzati alla luce delle novità normative introdotte di recente.

Ad esempio, con riguardo ai bonus diversi dal Superbonus, l’Agenzia chiarisce che l’obbligo di apposizione del visto di conformità e dell’asseverazione, non si applica ai contribuenti che prima del 12 novembre 2021 (data di pubblicazione in gazzetta ufficiale del Dl n. 157/2021) hanno ricevuto le fatture da parte di un fornitore, assolto i relativi pagamenti ed esercitato l’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura, anche se la relativa comunicazione non è stata ancora inviata.

Con riferimento, invece, ai tecnici, viene chiarito che i professionisti abilitati alla verifica della congruità delle spese per gli interventi ammessi al Superbonus possono rilasciare per lo stesso tipo d’intervento anche la nuova attestazione di congruità delle spese sostenute prevista dall’articolo 1 del Dl n. 157/2021.


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