“Frecciabianca è una carretta, Sicilia discarica di Trenitalia”

Velocità discutibili e costi aumentati per i pendolari

È arrivata anche in Sicilia la prima “freccia” di Trenitalia. Un ritardo di decenni rispetto al Nord. E non si tratta di un Frecciarossa ma di un Frecciabianca. Una “novità” per l’isola, certo, ma che sa di bluff per i siciliani.

Il primo “Frecciabianca”, sarà operativo sulla direttrice Palermo-Catania-Messina, passando da Caltanissetta ed Enna. L’alta velocità, purtroppo, non c’è ancora. Lo ha sottolineato anche l’assessore Falcone durante la presentazione. Adesso però la polemica diventa ancora più aspra e addirittura c’è chi definisce la Sicilia come la “discarica di Trenitalia”.

Secondo Marianna Caronia, “Il collegamento ferroviario fra Palermo e Catania con i treni “Frecciabianca” è la conferma di una gravissima disattenzione di Trenitalia e del Governo nazionale per il trasporto in Sicilia”. La parlamentare siciliana parla di “Vecchi treni ridipinti e riadattati mandati in Sicilia dalle regioni del nord, tempi di percorrenza addirittura peggiori dei già
lunghissimi tempi precedenti (una media di 65 km orari, 65!!), costi
aumentati a carico dei pendolari e a carico di tutti i contribuenti
siciliani. Insomma un’operazione che non ha alcuna giustificazione pratica, né tantomeno amministrativa. Se non forse quella di permettere a Trenitalia di “smaltire” qualche carretta senza pagare
costi di demolizione”.

“Non posso che chiedere al Governo regionale e in particolare all’Assessore Falcone di riferire immediatamente in Aula su questa operazione, se ci siano ed eventualmente a quanto ammontino i costi per le deboli casse regionali, e soprattutto, se non ritenga di dover
ricordare al Governo nazionale che la Sicilia è ancora parte dell’Italia e non la discarica di Trenitalia”.


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