Pizzo per il santo, edilizia e droga, scacco alla mafia jatina

A San Giuseppe Jato e San Cipirello la mafia è ancora attivissima

San Giuseppe Jato ancora al centro delle cronache che riguardano Cosa nostra, blitz antimafia e storie di imprenditori che chinano la testa. Il blitz di questa mattina ha eliminato i nuovi vertici delle famiglie mafiose di San Giuseppe Jato e San Cipirello ma quello che traspare è che la mafia in questi territori è ancora radicata.

A San Giuseppe Jato c’era anche l’ex comandante della polizia municipale che, come hanno ricostruito i Carabinieri di Monreale, avrebbe avvertito i presunti boss di alcuni controlli. L’indagato, infatti, il giorno che ricevette la denuncia di un cittadino per una discarica abusiva, avrebbe avvertito il capomafia di turno.

L’ufficiale ora è sotto indagine xon l’accusa accesso abusivo al sistema informatico dell’Aci. Nel corso dell’operazione antimafia di questa mattina gli è stata notificata la misura della sospensione dall’ufficio o servizio.

Ma a San Giuseppe Jato e San Cipirello la mafia è ancora attivissima. Arrestato il boss Giuseppe Bommarito è stato invece arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Palermo assieme ad altre otto persone. Secondo le ricostruzioni dei militari, il controllo della famiglia era al momento di Calogero Alamia.

In questi paesi, recentemente sciolti per possibili infiltrazioni mafiose, cosa nostra è ancora in vita. Prova ne sono le richieste di pizzo agli imprenditori locali intercettati dai Carabinieri di Monreale.

Nessuno ha mai denunciato il racket delle estorsioni. Il pizzo sarebbe stato imposto anche durante la festa religiosa delle Anime Sante di luglio. I commercianti dovevano pagare un obolo di 50 euro per montare.

La ma mafia locale oggi punta anche nel settore edile. I Carabinieri hanno ricostruito l’espansione imprenditoriale nel settore edilizio, attraverso il conseguimento di diversi appalti, sia nella valle dello Jato che a Palermo. Infine la mafia continua a puntare sulla droga, da sempre settore redditizio per rimpinguare le casse di Cosa nostra.


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