Sommario dell'articolo
- 1 Il vulcano si tinge di bianco ed è spettacolo
- 2 Intanto arrivano i dati delle eruzioni del vulcano
- 3 Sono state anticipate le eruzioni
- 4 Le eruzioni dell’Etna, un modello per le previsioni
Arriva la prima neve sull’Etna che si tinge di bianco. Il vulcano tra i più attivi d’Europa torna a dare spettacolo e diventa bianco grazie alla copiosa neve caduta nelle ultime ore. Uno spettacolo che non ha lasciato indifferenti i cittadini che abitano attorno al maestoso Etna e che si sono subito messi all’opera per fotografarlo. E la foto di Silvia Corina Pita pubblicata su Instagram che si trova in copertina è uno spettacolo.
Il vulcano si tinge di bianco ed è spettacolo
Così l’Etna si è svegliato imbiancato. Il maltempo di questi giorni ha favorito il calo termico che sulle vette altissime del vulcano siciliano ha permesso l’arrivo della neve. Ora dai paesi circumetnei si assiste allo spettacolare paesaggio autunnale.

Intanto arrivano i dati delle eruzioni del vulcano
Nel periodo che va dal 13 dicembre 2020 al 31 marzo 2021 l’Etna ha eruttato circa 60 milioni di metri cubi di magma. Lo ha fatto attraverso fontane di lava particolarmente energetiche. Considerando il volume del materiale vulcanico accumulato nel tempo e quello fuoriuscito nei quattro mesi, si evince che le fontane di lava possono rappresentare un’efficace modalità di emissione di magma in grado di sostituirsi alle più pericolose e tradizionali eruzioni effusive sul fianco del vulcano. Lo rende noto uno studio a cura di un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV e pubblicato sulla rivista ‘Frontiers in Earth Sciences’.
Sono state anticipate le eruzioni
“Inoltre, il rilevamento di micro deformazioni dell’edificio vulcanico – spiega la nota dell’istituto di vulcanologia – ha consentito di individuare dei segnali precursori che anticipano il verificarsi di una sequenza eruttiva”.
“Nei vulcani a condotto aperto come l’Etna – spiega Alessandro Bonaccorso, vulcanologo INGV e primo autore dello studio – una sfida importante è quella di rilevare e interpretare le variazioni di energia anche ultra-piccole associate a eventi minori ma critici come le fontane di lava.
Le eruzioni dell’Etna, un modello per le previsioni
Questo obiettivo è potenzialmente raggiungibile con registrazioni di deformazioni di estrema precisione (cosiddette strain) indotte nell’edificio vulcanico e rilevabili, anche a distanze di diversi chilometri dall’area craterica, dai dilatometri installati in perforazioni profonde a centinaia di metri di profondità. Nei quattro mesi considerati, la rete di dilatometri dell’INGV installata sull’Etna ha registrato precise variazioni”. “In particolare -prosegue Bonaccorso – micro variazioni, osservate in corrispondenza degli sciami sismici avvenuti nel dicembre 2020, hanno permesso di evidenziare la migrazione di magma in superficie che ha anticipato l’inizio della sequenza eruttiva”.
Ricevi le nostre news su Facebook Metti mi Piace


