San Cipirello resta nel limbo, elezioni avvelenate e il 39% non basta a Romina Lupo

A San Cipirello, col 39 per cento al voto in calo del 28,8 per cento, l’unica candidata sindaco non è stata eletta

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San Cipirello resta nel limbo del commissariamento almeno fino allo prossima primavera. Romina Lupo, unica candidata a sindaco, non è riuscita a raggiungere il quorum che le avrebbe consentito di salire al Palazzo di Città con il Tricolore addosso. Un’occasione sprecata per i cittadini di San Cipirello soprattutto in un momento storico in cui sarà importante per tutti i Comuni avere una guida in vista della ripartenza post emergenza sanitaria e dopo un lungo periodo di commissariamento post scioglimento.

Un “Grande Risultato” dice la Lupo

A San Cipirello, col 39 per cento al voto in calo del 28,8 per cento, l’unica candidata sindaco non è stata eletta perché non è stato raggiunto il quorum. Romina Lupo, avvocato, ci credeva all’elezione ma era consapevole delle difficoltà per convincere il 50 percento più uno degli elettori ad andare a votare.  È comunque un “Grande Risultato” quello ottenuto per la candidata a sindaco che con molta probabilità ci rimprovera anche in occasione della prossima tornata elettorale. La Lupo parla di “Scommessa vinta a metà”. “Abbiamo lavorato duramente e onestamente, senza tregua, e non ci fermeremo – dice in un post Facebook -. Da questo dato elettorale vogliamo prendere ciò che c’è di buono. Una lista fatta da molti giovani che raggiunge una buona affermazione che lascia ben sperare per le future competizioni elettorali. Noi siamo scesi in campo per San Cipirello. Non faremo un passo indietro adesso”.

Elezioni avvelenate

Si è trattato di elezioni al veleno. Romina Lupo ci mostra un messaggio falso fatto circolare il giorno delle elezioni sulle chat di Whatsapp. Si tratta di una falsa ultim’ora in stile televideo in cui la lista della Lupo viene accusata di “corruzione di persone vulnerabili psichicamente” con colazioni offerte davanti il comitato elettorale di via Roma. “Si indaga per circonvenzione d’incapace e frode politica”, recita la fake news.

Il resto della provincia di Palermo

Nel resto della provincia di Palermo il più grande comune al voto era Terrasini dove Giosuè Maniaci è stato riconfermato sindaco con l’83 per cento delle preferenze: era sostenuto dai Italia Viva e da un pezzo dei democratici (orfiniani e base riformista) mentre il resto del partito era con Caponetti. A Montelepre il Pd perde con l’uscente Maria Rita Crisi e si afferma Giuseppe Terranova. L’affluenza è stata del 56,66 per cento. Il numero dei votanti è diminuito in tutti i comuni.

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