I matrimoni ripartono ma il decreto delude, proteste per data e Green Pass

Sono migliaia le spose inferocite dopo l'annuncio dell'avvio dei matrimoni

Via ai matrimoni dal 15 giugno ma con Green Pass e limitazioni. Un decreto che non soddisfa le richieste di molte coppie e delle associazioni di categoria è quello approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Migliaia le coppie escluse e, se si pensa che sarà obbligatorio il Green pass per gli invitati, saranno migliaia i rinvii con un nulla di fatto.

Migliaia di matrimoni restano esclusi

Basta leggere i commenti dei promessi sposi sui social e sul profilo Instagram del Ministro Maria Stella Gelmini per tastare il malcontento. Sono centinaia le spose inferocite dopo l’annuncio dell’avvio dei matrimoni. Nonostante sia stata data finalmente una data, è molta la delusione. Protestano le coppie escluse, quelle che avevano pianificato le nozze da maggio a metà giugno. “Grazie davvero per aver difeso un bel nulla..noi sposi ante 15 giugno, che già abbiamo rimandato una infinità di volte il nostro giorno per la salute altrui, la ringraziamo davvero di averci fatto perdere ogni entusiasmo voglia e speranza”, scrive Giusy.

Green Pass costoso, chi pagherà?

Ma il malcontento monta anche tra le coppie che potranno convolare a nozze. Il Green pass, di fatto, bloccherà tanti matrimoni. Si tratta della certificazione verde che dimostra di essere stati vaccinati o di essere guariti dal Covid-19 o di essersi sottoposti a tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti. Saranno infatti numerose le coppie che rinunceranno. Come obbligare gli invitati a sottoporsi al tampone? Come obbligarli a pagare il tampone? Un esborso non indifferente per le coppie che vorrebbero offrire il test agli invitati. “Non è possibile chiedere a tutti gli invitati di fare il tampone 48 ore prima dell’evento – dice Daniele -. Per quale motivo i ristoranti non hanno obbligo del tampone mentre agli sposi e gli invitati avete messo questo obbligo? Ma vi rendete conto dei disagi e delle difficoltà che state imponendo? Più che un matrimonio sembra diventare un incubo”.

La protesta monta sui social, delusi dal Governo

“Gli sposi sono super uomini esenti da COVID? – si chiede Giulia – Come fanno a programmare un matrimonio se fino a 48h prima sono i primi a non esser certi di partecipare? Sapremo quanti invitati avremmo a 48h dall’evento? E se la mamma o la testimone, risultano positive secondo voi ci si sposa allegramente senza famiglia e senza testimoni? Chiediamo agli invitati che non hanno ancora la possibilità di farsi il vaccino (perché ancora troppo giovani) di farsi un tampone? Chiediamo agli invitati di pagarsi un tampone?”. Intanto il decreto dice che per partecipare ai banchetti sarà necessario avere il green pass.

Le regole dei banchetti

Dal 15 giugno sarà possibile organizzare feste e banchetti «conseguenti alle cerimonie civili o religiose». Via libera dunque ai ricevimenti per matrimoni, comunioni e Cresime. Il green pass non è l’unica prescrizione. Il protocollo già approvato fissa le regole da seguire durante i festeggiamenti, compresa la mascherina al chiuso quando non è garantito il distanziamento.

I covid manager

Gli organizzatori dovranno individuare un Covid manager «per verificare il rispetto del protocollo da parte degli ospiti e dei lavoratori della struttura, evitando assembramenti e verificando che le mascherine siano sempre indossate quando previsto. Dovrà mantenere l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni nel caso si dovessero verificare delle positività, in modo da favorire il tracciamento».

Il buffet

Si può organizzare il buffet «con somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto. La modalità self service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti in monodose». La distanza tra i tavoli deve essere di almeno 2 metri.

La sala da ballo

I gruppi musicali «dovranno distanziarsi dal pubblico di almeno 3 metri, qualora non provvisti di barriere anti-droplet in prossimità del microfono». Si potrà ballare «ma solo all’esterno e dovrà essere garantita una superficie pro capite pari a 1,2 metri quadri». Gli eventi con ballo in spazi interni «potranno essere organizzati solo in zona bianca. In tal caso dovrà essere garantita all’interno una superficie pro capite pari a 2 metri quadri, potenziando il ricambio d’aria dei locali».


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