Matrimoni 2021, il decreto “ammazza” il settore, il 26 aprile proteste in Italia (VIDEO)

Protesteranno a Roma, Palermo e in tutti i grossi centri italiani per chiedere la ripartenza in sicurezza dei matrimoni già da maggio, delusione dal decreto riaperture

Il decreto riaperture del governo si dimentica, o non tiene conto, dei matrimoni 2021. Grande è la delusione dell’intero comparto produttivo dopo che il ministro Gelmini aveva assicurato la ripartenza dei matrimoni già ad aprile. Lo aveva fatto durante gli Stati Generali del Wedding. Forti della grande delusione. Sono decine di migliaia gli eventi che stanno per essere rimandati a data da destinarsi in tutta Italia dopo l’annuncio che non ha avuto un seguito. Ora l’intero settore inizia anche a protestare. Diverse sono le manifestazioni in programma in tutta Italia: la prima lunedì 26 aprile. Una data simbolica visto che torneranno le zone gialle, le riaperture dei ristoranti ma non dei matrimoni, almeno non i ricevimenti.

La protesta il 26 aprile del settore matrimoni

Lunedì quindi manifestazioni in tutte le regioni e class action contro il governo, “colpevole di non aver indicato una data di ripresa per i matrimoni e gli eventi privati”, così dicono a DirettaSicilia le associazioni di categoria.

  • “Dopo 14 mesi d’inattività, con conseguente calo del fatturato del 90%, non possiamo tollerare la totale mancanza di considerazione per il nostro settore da parte del governo. La stagione dei matrimoni è alle porte: non avere ancora una data per la ripartenza significa bruciare mesi di lavoro che rappresentano una boccata d’ossigeno per le nostre 50mila imprese”. È questo il grido di aiuto di migliaia di lavoratori del settore matrimoni.

 

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Decine di migliaia di coppie in attesa

Sono oltre mezzo milione in Italia i lavoratori che stanno rispondendo al telefono. Molte coppie stanno annullando i matrimoni in programma in questi giorni. Sono decine di migliaia le coppie di sposi costretti all’ennesimo rinvio. I dati vengono raccolti dalla confederazione che raccoglie 15 associazioni del comparto, annunciando l’adesione alle manifestazioni indette dall’associazione “Insieme per il Wedding”, il cui Presidente è Stefania Vismara.

Il protocollo per la ripartenza dei matrimoni

“Pare evidente che la strategia in atto è quella di dividere categorie economiche di questo Paese, dando vita a palesi e inaccettabili discriminazioni. Noi – spiega la presidente di Federmep Serena Panieri – rispondiamo mettendo da parte le etichette associative e unendo le forze, con il solo obiettivo di salvare le nostre attività, i posti di lavoro, il patrimonio di professionalità riconosciuto in Italia e all’estero. Non è più tollerabile l’atteggiamento paternalistico di uno Stato che non si fida di attori economici che hanno dimostrato e dimostrano responsabilità, come attesta il nostro protocollo per la ripartenza“. In effetti risale a molte settimane fa il protocollo presentato in Parlamento da Federep. Si tratta di un documento che garantirebbe protocolli seri per il corretto svolgimento delle cerimonie nuziali, dalla chiesa o il comune al ricevimento in sala.

A Palermo la manifestazione sarà sotto il Palazzo della Presidenza della Regione. Altre manifestazioni si terranno lunedi 26 aprile dalle 12 in tutti i capoluoghi di regione. A Roma davanti a Montecitorio e nelle altre città davanti alle sedi delle Giunte regionali. Oltre agli operatori economici del settore parteciperanno anche coppie di sposi giunte al terzo o quarto rinvio. Si tratta di giovani che non potranno festeggiare non solo il matrimonio ma anche la laurea e numerosi altri eventi.

La class action per la ripartenza dei matrimoni

Oltre ai presidi le associazioni che fanno parte di Unanime stanno dando vita a una class action impugnando numerosi articoli della Costituzione. Dal riconoscimento della pari dignità sociale al diritto al lavoro, all’inviolabilità della libertà personale.

  • “La class action, aperta anche agli operatori economici non iscritti alle nostre associazioni – spiega Silvia Daniele Presidente WPI – è la legittima richiesta di risarcimento nei confronti di governi inadempienti e sordi di fronte al grido lanciato da decine di migliaia d’imprese. Cosi come risarcimenti saranno presentati dalle coppie provate psicologicamente ed economicamente da questa non più sostenibile incertezza”.
  • “Con il nostro lavoro non produciamo solo ricchezza ma valorizziamo i territori e le eccellenze locali. Creiamo identità sociale. Non darci modo di riprendere in sicurezza le nostre attività significa gettare al macero questo patrimonio. Rivolgiamo un appello a tutti i presidenti delle Giunte regionali: scendano in piazza con noi per far comprendere al governo che non considerarci è un errore foriero di gravi conseguenze”, conclude Vitantonio Marzano Presidente PWPA.

A Palermo la protesta degli operatori del Wedding

Le manifestazione a Palermo si svolgerà a Piazza Indipendenza, lunedì 26 aprile dalle ore 12. Saranno presenti la Capo delegazione per Federmep Sicilia Maria Ponte insieme a tutti i delegati dei vari settori.

La ripartenza negata il 16 aprile

Una delle novità più attese del nuovo decreto Covid era la riapertura di bar e ristoranti sia a pranzo che a cena. Lo potranno fare ma solo in spazi aperti. Quelli provvisti di soli ambienti al chiuso, invece, dovranno aspettare. Qualcuno avrebbe dedotto, che matrimoni, battesimi, comunioni, lauree e qualsiasi altro evento poteva essere celebrato ma una festa di matrimonio è considerato un evento privato.

Dal 26 sì a ristoranti ma no a matrimoni

Le regole e le disposizioni in vigore a partire del 26 non valgono per gli eventi privati. Il nuovo decreto infatti ha provato a disciplinare la ripresa e la ripartenza dei grandi eventi pubblici (come fiere, spettacoli etc.), ma niente ha ancora disposto in merito a quelli privati. Va ricordato, che le cerimonie (civili e religiose) non sono state mai sospese, a patto che le celebrazioni venissero svolte nel rispetto delle restrizioni esistenti. Un altro aspetto da ribadire è che, qualora dal 26 aprile la propria regione passasse in zona gialla, la riapertura di ristoranti e locali non implica la possibilità di organizzare una festa privata all’interno (o esterno) degli stessi.

Miccio: “Fateci lavorare”

Anche il celebre wedding planner Enzo Miccio entra nell’agone per le ripartenze dei matrimoni. “Cari amici, proprio in queste ore sul tavolo del presidente del Consiglio è arrivato il nostro protocollo, che abbiamo realizzato insieme alla Feu (Filiera Eventi Uniti), un’associazione che tutela un po’ tutto il comparto degli eventi della quale faccio parte. Si è parlato proprio in questi giorni di ripresa: abbiamo parlato dei teatri, cinema, ristoranti, centri estetici, palestre, piscine ma non una parola sugli eventi e i matrimoni. È un comparto importante parliamo di oltre 80.000 aziende medie, grandi e piccole. Siamo fermi da oltre 14 mesi. Siamo stufi. Bisogna che qualcuno inizia a pensare anche a noi. Abbiamo voglia di lavorare. Non di assistenzialismo. Metteteci in condizioni di lavorare. Abbiamo stilato un protocollo dettagliato tenendo in considerazione l’emergenza che stiamo vivendo ma con questo protocollo possiamo realizzare matrimoni in tutta sicurezza e ridare lavoro a tante persone che lavorano in questo comparto. Datemi una mano, fate diventare virale questo video”, dice Miccio che ha totalizzato con questo post, già solo sul suo profilo, oltre 140.000 visualizzazioni.

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