Dal sogno delle Miss al sesso con le minorenni, almeno 5 le vittime di Pampa e Vicari

I due, Pampa monrealese, Vicari palermitano, risultano indagati assieme ad un altro uomo di Monreale

Emergono nuovi particolari dall’inchiesta che ruota attorno all’arresto di Francesco Pampa, di Monreale e Massimiliano Vicari, palermitano. I due considerati responsabili di reati commessi nei confronti di giovani ragazzine, almeno 5 le vittime ad oggi scoperte, che sarebbero state indotte a prostituirsi e a commettere atti sessuali. Tra sfilate, shooting fotografici e passerelle, non sarebbe stato tutto alla luce del sole ma alcune delle ragazze sarebbero state avviate dai due imprenditori in attività ben più redditizie. Le giovani sarebbero state indotte alla prostituzione non solo con Pampa e Vicari ma anche con facoltosi uomini di Monreale, della provincia di Palermo ma anche di Trapani e Milano.

I due risultano indagati assieme ad un altro uomo di Monreale. Per Pampa e Vicari è scattata la richiesta di misure cautelari in carcere. Una vicenda che ha ancora molti punti oscuri e che potrebbe portare ad altre indagini visto che sarebbero diversi gli uomini che avrebbero approfittato delle prestazioni sessuali a pagamento da parte delle giovani miss. Francesco Pampa, di Monreale, è accusato di violenza sessuale nei confronti di minorenne, prostituzione minorile, induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne. Massimiliano Vicari, chiamato Max Vicari, palermitano 43, risponde di prostituzione minorile ed induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne.

Una vicenda scoperta grazie alla denuncia di una ragazza che sarebbe stata costretta, come lei stessa ha raccontato in lacrime agli investigatori, ad avere rapporti sessuali con i due ma anche con altri uomini. Fino a 150 euro sarebbe costato un rapporto sessuale con la minorenne. La ragazza oggi ha 20 anni e ha deciso di raccontare tutto agli inquirenti.

Così dietro il magico mondo delle sfilate e delle foto si sarebbe nascosto tutt’altro mondo. Al centro dell’inchiesta della squadra Mobile c’è la “Vanity Models Management“, nata a Monreale e poi trasferita a Palermo e Milano. Pampa vendeva sogni a quelle giovani ragazze che, almeno secondo le accuse dei Pm, si sarebbero trasformati in incubi. Dall’inchiesta viene fuori uno scenario da brividi

Secondo il racconto della giovane, Pampa prima e anche Vicari dopo avrebbero gestito gli incontri. I soldi li avrebbe presi da Pampa. Come racconta PalermoToday, i due indagati avrebbero anche organizzato tre incontri settimanali con lei ed altre giovani per consumare rapporti sessuali a pagamento, a fine giornata e in agenzia, dopo aver aperto una bottiglia di vino.

“Mi disse di provare un costume rosso e mi toccò…”. La ragazza racconta così l’incontro con Pampa che la contattò nel 2015 per fare un casting. La giovane pagò 150 euro per fare book fotografico. Una di quelle sere sarebbe rimasta sola con Francesco Pampa negli studi di via Catania,  a Palermo.

Lui le avrebbe chiesto di indossare un costume rosso ma poi l’avrebbe presa alle spalle e iniziato a toccarla. Lei lo avrebbe respinto ma lui le avrebbe detto di stare zitta e tranquilla, dicendole “tranquilla, non sto facendo niente”. La giovane ha denunciato anche di avere avuto un rapporto sessuale completo con il monrealese Pampa in un parcheggio di Capaci. Lui le avrebbe dato 50 euro e poi la portò a casa. Ma la giovane parla anche di una serie di rapporti sessuali con altri uomini a cadenza settimanale. “Ero un loro oggetto”. La ragazza racconta anche di altri incontri.

Uno di questi sarebbe avvenuto in un B&b del centro di Palermo con un uomo di Monreale. Era “anziano e bruttissimo” racconta. A quell’incontro un’altra ragazza. I racconti della ragazza proseguono. Incontri a Trapani, con altre ragazze. Ma anche a Milano con presunti esponenti della Milano Bene.

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