Perché la Sicilia è zona arancione: 1.000 contagi ma ospedali al collasso

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Perché la Sicilia è zona arancione? Perché la Sicilia, avendo meno contagi di Campania e Veneto, è stata classificata come regione ad alto rischio arancione? Il Governo Conte ha preso una cantonata o dietro alla decisione ci sono delle motivazioni che danno ragione a Conte?

C’è subito da dire che a determinare le zone non sono solo i numeri dei contagi ma parametri ben più complessi, dall’indice Rt, al numero dei posti letto, al numero dei tamponi, alla situazione degli ospedali, al numero di sanitari presenti negli ospedali. Sono ben 21 i parametri utilizzati dal Governo per decidere in che fascia inserire le varie regioni.

La Sicila, pur avendo un numero di contagi relativamente basso, è stata comunque inserita in fascia arancione per la sua organizzazione sanitaria e per il numero di posti letto occupati. La Sicila è zona arancione in quanto ha un livello di allerta alto con alta probabilità di progressione dell’epidemia.

Tra i 21 parametri utilizzati, c’è il numero e tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracìng. Ma anche il numero di addetti ai tamponi, al contact tracing, il numero di focolaio, i posti letto occupati negli ospedali, il tasso di posti di terapia intensiva occupati.

Ieri i posti Covid erano tutti pieni nei reparti di Palermo del Cervello e dell’ospedale Civico. Lunghe code anche aell’ospedale di Partinico, quasi al completo. L’Asp ha dovuto aprire ai domicili assistiti nei centri del Buon Pastore uno a Tommaso Natale e nella zona di Corso Calatafimi; in totale 40 posti. Ieri per per gli ospedali di Palermo è stata una giornata campale. Ecco perché la Sicilia è in zona arancione, non una scelta a caso o un dispetto all’amministratore regionale ma il frutto di un ragionamento.

Ieri sono state tantissime le richieste e i pronto soccorso di Civico e Cervello erano in ginocchio. In crisi anche l’Ingrassia, dove la sala rossa è stata chiusa per lavori urgenti e di messa in sicurezza e ripristino.

Dalla prossima settimana apriranno i primi cento posti nell’ospedale di Petralia Sottana Madonna dell’Alto. Il punto sulla situazione sanitaria è stato fatto questa sera dal prefetto con i sindaci, il commissario provinciale per l’emergenza Coronavirus Renato Costa e i vertici dell’Asp.