“Non ho ucciso io Ruxandra Vesco”, Damiano Torrente ritratta la confessione

Le indagini dunque proseguono e un mistero che sembrava già risolto si infittisce invece sempre di più

Damiano Torrente ritratta la confessione dell’omicidio di Ruxandra Vesco, la donna romena i cui resti sono stati trovati dopo la sua confessione dei Carabinieri. L’uomo aveva raccontato ai magistrati la sua verità che ora viene del tutto stravolta. Giovedì mattina si era presentato in Caserma confessando l’omicidio di Alessandra avvenuto nell’ottobre 2015, così si faceva chiamare la donna. Dopo una relazione sessuale e incontri, conditi anche da un prestito ad un presunto usuraio, la donna avrebbe deciso di andare a vivere con Torrente, secondo il suo racconto ai Carabinieri.

Avrebbe insistito a tal punto che Torrente, a duo dire sposato con figli, avrebbe perso la testa. All’interno della sua casa dell’Addaura avrebbe strangolato la donna con una fune da pescatore. Nel corso della notte avrebbe poi abbandonato il cadavere della romena in un dirupo di Monte Pellegrino. Gli oggetti personali di Ruxandra Vesco, sarebbero stati distrutti e abbandonati a mare. Nel tardo pomeriggio di ieri però Damiano Torrente, 47 anni, ha ritrattato tutto. “Non sono stato io, sto passando un periodo difficile…”, così avrebbe detto al procuratore aggiunto Ennio Petrigni e al sostituto Felice De Benedittis che lo avevano convocato per un nuovo interrogatorio.

Così il giallo si tinge ancora di più di giallo. Sta di fatto che Torrente ha comunque fatto ritrovare il cadavere della donna, per la quale non vi era neppure una denuncia di scomparsa, né – prima della confessione dell’uomo – era stato mai aperto un fascicolo per omicidio sulla vicenda. Torrente è difeso dall’avvocato Alessandro Musso.

Nel suo racconto ci sarebbero diversi punti oscuri. Ha raccontato di essere sposato ma in realtà non lo è. Ha raccontato di aver caricato il corpo in macchina ma da 10 anni non ha una macchina intestata. Che il delitti si è consumato nella sua casa all’Addaura ma lì non vi ha mai abitato. Nel secondo interrogatorio, l’uomo ha affermato di aver conosciuto la donna tra il 2017 e il 2018. Cioè quando, in base alla versione precedente, sarebbe stata già morta da due o tre anni. Le indagini dunque proseguono e un mistero che sembrava già risolto si infittisce invece sempre di più.