Il Tribunale di Palermo ha condannato Francesco Ficano a dieci anni di reclusione per aver appiccato il devastante incendio che, il 24 luglio 2023, ha distrutto la riserva naturale di Capo Gallo. La sentenza, arrivata nel cuore della notte dopo una camera di consiglio di nove ore, riconosce la colpevolezza dell’uomo per i reati di disastro ambientale e incendio boschivo doloso.
Per i giudici non si è trattato di un errore, ma di un atto deliberato che ha ridotto in cenere 650 ettari di vegetazione e raso al suolo diverse abitazioni.
A incastrare l’uomo sono state le telecamere di sorveglianza della zona, che lo hanno ripreso mentre usciva in scooter da un residence di via Tolomeo con un sacchetto sospetto, contenente probabilmente del liquido infiammabile. Nonostante Ficano avesse inizialmente parlato di una sigaretta lanciata per sbaglio, le intercettazioni in carcere e i suoi tentativi di inquinare le prove – spingendo alcuni testimoni a cancellare le chat di WhatsApp – hanno convinto i magistrati della sua intenzionalità.

Il rogo ha segnato profondamente la comunità palermitana, avvolgendo la città in una nube di diossina e costringendo intere famiglie alla fuga. Oltre alla pena detentiva, l’imputato, che aveva già precedenti specifici per aver lanciato molotov in passato, dovrà risarcire i proprietari delle case distrutte dalle fiamme. La difesa ha già annunciato che presenterà ricorso in appello non appena verranno depositate le motivazioni.
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